«Ancora non c’è il tracciato del collegamento»
Daviddi non apprezza nemmeno gli sforzi per potenziare il piano di collegamento fra gli scali di Dinazzano e Marzaglia, progetto che l’assessore regionale Corsini ha chiesto di inserire nelle prime opere da finanziare col Recovery Fund. «Le nostre perplessità sono enormi perché nei nostri strumenti urbanistici, dalle relazioni tecniche al Psc all’adeguamento al Pug, non è presente alcun tracciato di collegamento. È in corso una disputa annosa tra i territori per definire il percorso, in quanto né la Provincia di Reggio, né quella di Modena vogliono accoglierlo. Ci chiediamo sulla base di quale progetto si chiedano i soldi del Recovery Fund. Non sarebbe stato più utile coinvolgere le amministrazioni, studiare un tracciato e poi comunicarlo? E poi oggi bisognerebbe chiedersi: i due scali sono complementari o competitivi? Questa risposta sarebbe utile per capire l’utilità del collegamento». Anche qui, manca il coinvolgimento: «Come sindaco di Casalgrande ho chiesto un tavolo con l’assessorato regionale e i dirigenti Fer per trovare una soluzione a questi problemi, per avere un confronto da cui sinora siamo stati esclusi». La riflessione non è solo la politica ma tocca l’industria, chiamata a «una presa di responsabilità. Mi sono preso la libertà, come amministratore, di ascoltare alcuni operatori industriali che gravitano sullo scalo di Dinazzano ricevendo risposte del tipo: “non è colpa nostra, noi siamo un’azienda, dobbiamo fare business. Se c’è la fila e c’è caos al mattino, quando i pendolari vanno al lavoro, non è un problema nostro”. Oggi la politica ambientale è un valore sbandierato da molte industrie, ma di fatto i fattori ambientali di questa rilevanza vengono messi in secondo piano». —
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