Gazzetta di Reggio

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«Potenziare lo scalo merci porterà più traffico stradale»

Adriano Arati
Lo scalo merci di Dinazzo
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Lo scalo merci di Dinazzo

Casalgrande, il sindaco: «A Dinazzano tremila tonnellate di materiale in più a settimana da distribuire alle aziende, con un forte aumento a carico della Pedemontana» 

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CASALGRANDE. La nuova linea di trasporto merci ferroviario fra Piacenza a Dinazzano? Porterà a Casalgrande altro traffico. Prende una posizione netta contro la nuova Zls (Zona logistica strategica) regionale, il sindaco di Casalgrande Giuseppe Daviddi. Nelle scorse settimane la Regione ha presentato il piano integrato che collegherà, sfruttando principalmente le reti ferroviarie, tutta la Regione, da Piacenza sino al porto di Ravenna. Una infrastruttura che prevede nodi principali, fra cui gli scali merci di Dinazzano e di Marzaglia di Modena e il terminale della stazione di Rubiera, pensata per velocizzare i trasporti e ridurre l’impatto ambientale.

Daviddi lamenta prima di tutto di non essere stato informato: «Ho atteso per qualche settimana, senza avere nessun segnale, che il Comune di Casalgrande venisse messo ufficialmente al corrente del nuovo servizio di trasporto di materiali merci su ferrovia da Piacenza a Dinazzano», fa presente il sindaco del Comune ceramico.
A suo giudizio, la novità comporterà un aumento di traffico nel territorio di Casalgrande, e in particolare sulla Pedemontana che da Scandiano conduce a Sassuolo, attraversando il territorio casalgrandese.

Il progetto ha «una veste ecologista, che toglie dalla tratta 120 camion, ma che ha per effetto collaterale lo spostamento sul nostro territorio di questo traffico. Da quanto appreso dalla stampa, con questo accordo, allo scalo di Dinazzano arriveranno tremila tonnellate di materiale in più a settimana; materiale che poi deve essere distribuito alle aziende del distretto, con il risultato finale di aumentare sensibilmente il traffico sulla Pedemontana, unica arteria di collegamento tra scalo e territorio modenese del distretto», fa notare Daviddi. «Questo traffico aggiuntivo si scaricherà su una arteria già intasata e spesso al limite del collasso, aumentando i problemi di traffico e di sicurezza».

L’opposizione non è al potenziamento delle rotaie, ma al contesto che si verrà a creare negli snodi principali, e Casalgrande – nel cuore del distretto ceramico – è certamente un fulcro importante.«Non siamo contrari al trasporto ferroviario, anzi: ma pensiamo che non si siano valutate attentamente le implicazioni locali dell’aumento sia del traffico stradale, sia quello merci sulla linea ferroviaria a binario unico Reggio Emilia-Sassuolo. Su questa linea, che passa in mezzo a zone urbanizzate, era stato promesso il contenimento dei passaggi notturni», ribadisce Daviddi.

«Una infrastruttura ferroviaria funziona bene se c’è una integrazione ottimale con la rete stradale; ad oggi, invece, abbiamo due reti limitate, che per di più non si integrano. Il risultato è una pessima situazione per i residenti e per il traffico del nostro territorio. Apparentemente nessuno si è attivato per valutare complessivamente questa situazione prima di lanciarsi nel progetto delle nuove corse merci verso Dinazzano». Per il primo cittadino di Casalgrande, si dovrebbe sfruttare meglio la linea Reggio-Sassuolo, divisa fra il trasporto merci e quello passeggeri, spostando l’ago verso questa voce: «Crediamo si debba dare maggiore peso al progetto della linea come metropolitana leggera per il trasporto di pendolari e studenti; progetto che ovviamente è in conflitto con aumenti sensibili del traffico merci».

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