Ruba la carrozzina a un coetaneo disabile Nei guai un 12enne scovato con YouPol
Il video del ragazzino autore del furto circolava sulla chat dei compagni di classe. Il giovanissimo ladro è stato identificato
«Posso fare quello che mi pare». Con frasi di questo tenore un dodicenne sfrontato e spavaldo si vantava, in un video diffuso tra i coetanei, della sua ultima impresa da bullo: rubare la carrozzina di un altro suo coetaneo, uno studente dodicenne disabile. Peccato che proprio quel video di “rivendicazione”, che mirava ad incrementare il suo status di teppistello impunito, sia stato intercettato da un genitore, che lo ha segnalato alla polizia di Stato consentendo così di individuare il responsabile del furto.
Il giovane ladro è risultato uno studente della stessa scuola media della vittima, situata nel centro cittadino, ma non un compagno di classe. Il dodicenne autore del furto non è ancora stato interrogato; al momento è stato segnalato per furto – a causa delle giovanissima età per la legge italiana non è imputabile – al Tribunale dei Minorenni di Bologna, che valuterà la punizione più appropriata per quello che dalla Questura di Reggio hanno definito «un vile atto di bullismo».
La vicenda risale al 23 novembre scorso, quando un giovane genitore residente in città si è recato in Questura per denunciare il furto della carrozzina elettrica del figlio disabile. La carrozzina, costosa e assegnata dall’Ausl, era l’unico mezzo di locomozione per il figlio disabile e il furto subìto ha causato non pochi problemi negli spostamenti quotidiani della famiglia. A causa delle scale presenti nella palazzina, la carrozzina veniva sempre lasciata nell’androne del condominio: perciò, secondo il padre, chiunque avrebbe potuto approfittare di qualcuno che entrava o usciva dal portone per introdursi nell’ingresso, anche se l’adulto ha dichiarato di non saper immaginare a chi potesse venire in mente di rubare un tale oggetto, utile solo ai portatori di handicap.
La notizia dell’ignobile furto si è diffusa ben presto tra i compagni di classe del malcapitato ragazzino ed è diventata oggetto di discussione, suscitando la condanna unanime dei genitori. Nessuno, però, pareva saperne nulla. Finché il 26 novembre, tre giorni dopo il furto, il papà di una coetanea del dodicenne ha visto sulla chat di classe del cellulare della figlia un video inqualificabile, nel quale un ragazzino si filmava mentre rubava la carrozzina e si vantava di essersene impadronito; è stato lo stesso ragazzino a diffondere il video tramite WhatsApp.
A questo punto il coscienzioso genitore, che possiede sul telefonino l’applicazione Youpol della polizia di Stato, ha inviato il video agli operatori della centrale operativa del 113 con l’indicazione della chat e dei suoi componenti. I poliziotti, analizzando le immagini del filmato, hanno ricostruito l’accaduto e sono riusciti ad identificare il minore.
Grazie alla solidarietà tra genitori e ai nuovi strumenti offerti dalla tecnologia, dunque, il caso è stato risolto.
E si spera che la lezione serva a scoraggiare altri aspiranti bulli che puntano sulla risonanza dei social media per fingere tra i loro coetanei una leadership che non possiedono. —
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