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«Suo figlio ha investito un ciclista» Truffata da un finto carabiniere

Ambra Prati
«Suo figlio ha investito un ciclista» Truffata da un finto carabiniere

Bottino di oltre duemila euro, fra soldi e gioielli, per il malfattore: ha raggirato un’anziana che vive sola in via Bombasi 

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IL FATTO

Quasi duemila euro tra denaro e gioielli d’oro: tanto ha fruttato l’ennesima truffa ai danni di una pensionata reggiana, raggirata da un finto carabiniere che ha inscenato un falso incidente stradale occorso al figlio, dicendole che era privo dell’assicurazione e millantando presunti guai legali da ripianare immediatamente con una somma di denaro. Ormai un “classico” delle truffe, che però purtroppo continua a funzionare perché fa leva sugli affetti più cari. È accaduto venerdì, in un appartamento di via Bombasi, nella zona Foro Boario, dove abita da sola una signora di 77 anni.

Il telefono di casa ha squillato e dall’altra parte della cornetta un uomo si è qualificato come carabiniere: a suo dire il figlio aveva causato un incidente stradale a Parma investendo un ciclista, quest’ultimo ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Il problema, ha continuato la voce maschile, era che l’assicurazione dell’auto del figlio era scaduta e perciò le autorità non potevano far altro che trattenerlo al comando. Di fronte alla forte preoccupazione espressa dalla donna, il militare fasullo prima l’ha rassicurata, poi ha dichiarato che un modo per “aggiustare” la situazione c’era: bastava pagare per ottenere la liberazione del figlio. E ha proposto all’ignara vittima il pagamento di una cifra di denaro, oltre alla consegna eventuale di monili in oro, specificando che più tardi sarebbe passato dall’abitazione della signora un collega per la consegna di quanto pattuito.

L’anziana, comprensibilmente agitata e spaventata, non ha subodorato la truffa e quando, mezz’ora dopo, ha suonato il campanello un uomo – che si è presentato come un carabiniere in borghese e ha fatto riferimento all’annuncio del collega – la 77enne ha dato allo sconosciuto 1.200 euro in contanti e vari gioielli, alcuni dei quali ricordi di famiglia.

Poco dopo è arrivato a casa della madre a farle visita il figlio, che in effetti lavora a Parma. Quando la mamma gli ha chiesto come avesse risolto l’incidente, il figlio si è fatto raccontare l’accaduto e ha immediatamente allertato il 113. Una squadra Volante è arrivata sul posto: ma purtroppo, come spesso avviene in questi casi, era troppo tardi. Sulla base dell’identikit della vittima è stata aperta un’indagine per rintracciare il responsabile o i responsabili: non è escluso che il malfattore che ha telefonato sia lo stesso che poi ha riscosso il denaro.

Le truffe che prendono di mira la terza età si moltiplicano con l’approssimarsi del Natale, periodo nel quale i nonni mettono da parte dei risparmi da mettere sotto l’albero per figli e nipoti. Soltanto il giorno precedente quest’ultimo episodio, ovvero giovedì scorso, a Reggio Emilia era stato sventato un altro raggiro ai danni di una 82enne al quale un uomo ha chiesto di saldare un presunto debito da 190 euro del marito: la pensionata aveva subito mangiato la foglia, replicando al malintenzionato che lei era separata dal consorte da trent’anni e non lo vedeva da cinque. La raccomandazione delle forze dell’ordine è sempre quella di non aprire la porta a nessuno, nemmeno davanti a tesserini o uniformi; e, per qualsiasi visita o telefonata dubbia, chiamare subito il 113, 112 o 117. —

Ambra Prati

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