«Vaccini per gli operatori dell’Asp? C’è un fraintendimento operativo»
CARPINETI
«Vaccinazioni degli operatori del Don Cavalletti, si è trattato di un fraintendimento operativo». La precisazione arriva da Elisa Codeluppi, presidente dell’Asp (Azienda servizi alla persona) Don Cavalletti di Poiago di Carpineti, dopo una settimana di nuove polemiche sulla struttura residenziale per anziani, nelle scorse settimane diventata suo malgrado un focolaio di contagio da Covid.
Le rappresentanze sindacali, nel lamentare mancanza di dialogo e forti ritardi nei rinnovi contrattuali e nei bonus per i lavoratori, hanno anche parlato di un problema legato al vaccino antinfluenzale, quest’anno particolarmente consigliato.
Ancora di più per chi opera in ambito sanitario. I dipendenti del Don Cavalletti hanno segnalato di non aver potuto fare il vaccino e di aver trovato ostruzione al riguardo da parte dell’ente e nei giorni seguenti anche il Pd di Carpineti ha chiesto chiarimenti all'ente e all'amministrazione comunale su quanto accaduto.
La versione offerta dai sindacati non è condivisa dalla Codeluppi. La presidente dell’Asp ricorda che per le strutture protette vi è obbligo di vaccino solo per gli ospiti, non per gli operatori, ma che la Regione e le Asl hanno cercato comunque di fornire copertura al personale.
Un’operazione complessa, che ha generato ritardi ed esaurimenti scorte. A fine ottobre, precisa la Codeluppi, il distretto Asl montano ha inviato una comunicazione per richiedere di verificare quanti fra gli operatori non fossero riusciti a essere vaccinati tramite il medico di base o l’Igiene pubblica, «per potere successivamente, una volta che si fossero resi disponibili ulteriori vaccini, somministrarli anche agli operatori».
Nella struttura di Poiago è stato stilato un elenco degli operatori interessati e «il medico di struttura che è anche medico di medicina generale ha intanto iniziato a somministrare i vaccini dei quali aveva ricevuto la disponibilità da parte dell’Igiene pubblica». Qui sono iniziati i disguidi, secondo la Codeluppi: «Della circostanza che i vaccini fossero già nella disponibilità del medico di struttura non è stata data comunicazione alla scrivente. Pertanto sono stati chiesti chiarimenti circa l’effettiva disponibilità di dosi destinate agli operatori. Il medico ha temporaneamente sospeso la somministrazione di vaccini, ritenendo peraltro di dovere essere ulteriormente autorizzato», sostiene in una nota.
Per la presidente dell’Asp «si è trattato in tutta evidenza di un fraintendimento operativo che, di fatto, rallenta le operazioni di vaccinazione».
E, chiude polemica: a suo dire la situazione è stata strumentalizzata: «Francamente stupisce e rammarica tutto questo clamore condito da eccessivi accenti polemici in merito a una vicenda che, peraltro, si riverbera su una categoria di lavoratori – i sanitari – fortemente impegnata a contrastare gli effetti di una pandemia purtroppo presente in modo serio anche dalle nostre parti». La scarsità di vaccini anti influenzali è una problematica emersa in molti territori, non solo quello montano. —
Adr.Ar.
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