Gazzetta di Reggio

Reggio

Dopo la mancata comunicazione dei contagi  

Aumentano i parenti pronti a denunciare la Millefiori

Alessandro Cagossi

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NOVELLARA

Rimane da verificare se le scuse e le risposte pervenute dal sindaco Elena Carletti e dai dirigenti della Millefiori placheranno gli intenti di adire le vie legali espressi dai familiari di alcuni ospiti della casa di riposo. Familiari che hanno denunciato gravi ritardi nel comunicare ai parenti l’insorgere del focolaio di Covid-19 che ha infettato la struttura, colpendo in totale 67 persone, tra cui tutti i 54 ospiti anziani e 13 operatori su 40. Da una parte, Nicola Rossini, il nipote di Carmela Carretti, ospite 92enne del Millefiori risultata positiva al coronavirus, ieri aveva fatto sulla Gazzetta un resoconto dettagliato su come avesse saputo dalle televisioni locali e da facebook che la nonna era rimasta infettata dal Covid-19, riportando i gravi ritardi da parte di Comune e Millefiori nel comunicare ai parenti l’emergenza in corso, un vero e proprio «velo di omertà», perlopiù squarciato da notizie diffuse via media e social prima di essere comunicate ai familiari, che hanno vissuto giorni di angoscia, sconcerto e ansia, senza ricevere notizie certe. Rossini aveva annunciato azioni legali, assieme ad almeno altri cinque nuclei familiari che hanno i loro anziani ospitati al Millefiori. Si prefigurerebbe una sorta di “class action” per denunciare «l’assenza di un piano di comunicazione sul divenire del focolaio non incentrato sull’informare preventivamente i familiari degli ospiti, come dovrebbe essere, ma affidato ad annunci social e comunicati stampa. Nonostante si presuma che l’emergenza fosse in corso almeno da martedì, forse prima, solo venerdì ho saputo che mia nonna aveva contratto il Covid-19 e solo sabato che stava bene, nella sua camera, senza febbre, asintomatica» aveva dichiarato Rossini. Alle parole di Rossini hanno risposto il presidente di Millefiori, Dario Folloni, che ha annunciato di avere fatto pervenire le proprie scuse ufficiali per le evidenti falle nelle comunicazioni coi familiari, riservandosi di fare un’indagine interna sulla sospensione delle videochiamate. Anche il sindaco Elena Carletti aveva dichiarato che la comunicazione coi familiari degli ospiti sarebbe diventata una priorità, chiedendo comprensione per la gestione di una situazione difficile.

Nel frattempo, in mezzo alla gestione dell’emergenza, venerdì Comune e Millefiori hanno deciso di installare un cancello che permetterà ai parenti, stando al di fuori della struttura e in tutta sicurezza, di poter accedere a una vetrata da dove potranno vedere i propri congiunti. La vetrata infatti, permette di guardare una stanza comune dove durante il giorno passano molto tempo gli ospiti. Una misura già adottata in altre case di riposo ma a Novellara promossa proprio da Rossini, che ha fatto sapere di averlo proposto al sindaco Carletti in un incontro avvenuto il 3 novembre. L’installazione del cancello è avvenuta sabato e porterà sollievo ai parenti degli ospiti in questi tempi difficili di restrizioni, in attesa di poter tornare a visitarli in persona quando sarà terminata l’emergenza. —

Alessandro Cagossi

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