Corsini replica a Daviddi «Non è stato informato? Dica che ha cambiato idea»
Il sindaco aveva criticato il potenziamento dello scalo merci (per l’aumento del traffico stradale) e si era lamentato di non essere stato coinvolto
CASALGRANDE
«Il sindaco di Casalgrande non informato del potenziamento della linea Dinazzano-Marzaglia? Non scherziamo. Dica solo che ha cambiato idea». Non tarda la replica dell’assessore regionale alle infrastrutture Andrea Corsini dopo le parole del sindaco casalgrandese Giuseppe Daviddi, piuttosto critico sul potenziamento dello scalo merci ferroviario di Dinazzano, con un aumento di circa tremila tonnellate di materiale in arrivo da Piacenza sino allo snodo casalgrandese, cruciale per il distretto ceramico. Un rafforzamento previsto all’interno della nuova Zls (Zona logistica semplificata) emiliano-romagnola, un’infrastruttura su rotaia pensata per collegare tutto il territorio da Ovest a Est, dal Piacentino sino allo sbocco sul mare rappresentato dal porto di Ravenna. Daviddi teme che il maggior flusso di merci a Dinazzano porti come conseguenza un aumento del traffico stradale sulla Pedemontana. E lamenta inoltre di non essere stato aggiornato sui piani per irrobustire i collegamenti fra Dinazzano e l’altro grande scalo merci della zona, quello di Marzaglia di Modena, ritenuto un progetto ancora lontano dalla realizzazione concreta. «Il sindaco del Comune di Casalgrande non è stato informato e coinvolto dalla Regione sul potenziamento del collegamento fra Dinazzano e Marzaglia? Ma non scherziamo, è un’accusa ingiusta che respingo subito al mittente», replica secco Corsini. A suo parere «Daviddi dovrebbe semplicemente dire che ha cambiato idea, visto che quando andammo insieme a visitare lo scalo di Dinazzano condivise con me la priorità dell’opera per il territorio da lui amministrato». E sempre sul fronte delle informazioni, Corsini racconta di un momento condiviso a cui Daviddi non ha preso parte: il piano della Zls è stato «condiviso, le scorse settimane, con tutti i territori interessati nel corso di un incontro cui il sindaco di Casalgrande, pur invitato, ha ritenuto di non voler partecipare». Corsini nelle scorse settimane ha chiesto che parte della quota italiana dei fondi europei di emergenza del Recovery Fund vengano destinati al collegamento fra Dinazzano e Marzaglia. Stesso parere, sostiene, aveva Daviddi «quando qualche mese mi accompagnò nel corso della visita che feci proprio allo scalo di Dinazzano. Prendo perciò atto che ha cambiato idea, anche se così facendo, a mio parere, non si rende conto di creare un danno enorme non solo alle imprese ceramiche del territorio ma anche a tutti i suoi cittadini». Perché, «come si può capire facilmente, l’opera in questione serve proprio a togliere i mezzi pesanti dalle strade evitando che transitino vicino alle abitazioni dei residenti». Se la tratta Marzaglia-Dinazzano crescesse, si potrebbe alleggerire dalle merci la linea Reggio-Sassuolo «a tutto vantaggio dei pendolari, studenti e lavoratori, che potranno così avere servizi migliori e più efficienti. Proprio gli obiettivi che vorrebbe anche il sindaco e che senza il potenziamento tra Dinazzano e Marzaglia non potrebbero però essere raggiunti». Il potenziamento dello scalo è anche un’opportunità di lavoro da non sprecare, per l’assessore regionale, e anche questo dovrebbe essere tenuto in conto: «Il collegamento Piacenza-Dinazzano è una nuova opportunità commerciale che la Società Dinazzano Po ha sottoscritto con una importante azienda del territorio e che sarà in grado di portare rilevanti benefici a tutto il distretto ceramico. Detto questo, come sempre, la Regione c’è ed è disponibile ad aprire nuovi tavoli di confronto». —
Adriano Arati
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