Solo “assegni alimentari” agli agenti sospesi dal servizio
I tre poliziotti delle Volanti hanno ricevuto dal questore una sospensione in via cautelare che comporta l’erogazione della metà del loro stipendio
reggio emilia
La sospensione dal servizio per un anno dei tre agenti delle Volanti indagati per falso e depistaggio è stata decisa, in forma di misura cautelare, in prima battuta dal giudice per le indagini preliminari, Dario De Luca, su richiesta della Procura. A questa si aggiunge una seconda sospensione, disposta invece come misura disciplinare, direttamente dal questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari.
Una sanzione, quella emessa dal vertice di via Dante, fra le più pesanti alle quali può andar incontro un poliziotto. Nell’ordine un agente può incorrere in sei tipologie di misure disciplinari, a seconda della gravità dei fatti: richiamo orale, richiamo scritto, pena pecuniaria, deplorazione (una nota di riprovazione scritta che ha conseguenze anche sullo scatto dello stipendio), sospensione dal servizio e infine destituzione. Anche se il provvedimento del questore è strettamente legato a quanto emergerà nel corso delle indagini della Mobile – ed eventualmente del processo penale – la sospensione cautelare ha pesanti conseguenze per i tre poliziotti delle Volanti.
Durante il periodo di allontanamento, infatti, verranno privati della retribuzione mensile, salva la concessione di un “assegno alimentare” di importo abitualmente pari alla metà dello stipendio e degli altri eventuali emolumenti valutabili, oltre gli assegni per carichi di famiglia. Non solo. La misura disciplinare comporta anche la deduzione dal computo dell’anzianità di un periodo pari a quello trascorso dal poliziotto in sospensione dal servizio, nonché il ritardo di due anni nella promozione, o nell’aumento periodico dello stipendio o nell’attribuzione di una classe superiore di stipendio.
Qualora poi un eventuale procedimento penale si dovesse concludere con una sentenza che dichiari che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso, la sospensione è revocata a tutti gli effetti. Nel frattempo però sono ore concitate per i tre poliziotti indagati, che si stanno muovendo con i loro legali per decidere le prossime mosse e la linea di difesa da adottare.
Alcuni di loro hanno famiglia e figli e le inevitabili conseguenze economiche della sospensione – al di là delle responsabilità, che saranno accertate dalla magistratura – li preoccupano non poco. Per non parlare delle eventuali conseguenze penali. Gravi sono infatti le accuse nei loro confronti: l’aver falsificato dei verbali e il conseguente depistaggio delle indagini e del lavoro della magistratura, punito con la reclusione da tre a otto anni. —
l. g.
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