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Cinque interventi in contemporanea per ricostruire il cuore a una donna di 82 anni

NICOLE NASI
Cinque interventi in contemporanea per ricostruire il cuore a una donna di 82 anni

Aneurisma dell'aorta e insufficienza delle tre valvole cardiache L’operazione della durata di 6 ore effettuata al Salus Hospital 

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IL MIRACOLO

NICOLE NASI

Sono mesi che quando si parla di sanità la parola che viene subito in mente è Covid. Dopo tante brutte notizie finalmente spunta un raggio di sole. L’équipe di cardiochirurgia del Salus Hospital – ospedale di Alta specialità di Reggio Emilia – ha infatti eseguito un intervento complesso e non di routine che ha previsto la ricostruzione del cuore di Maria Luisa, una signora di 82 anni, compromesso da un esteso aneurisma dell’aorta e da una severa insufficienza di tutte e tre le valvole cardiache.

Queste complicanze, però, non erano comparse nei precedenti controlli, aggravando così il quadro già problematico. L’operazione al cuore è stata eseguita, poco più di un mese fa, dal team chirurgico guidato dal dottor Vinicio Fiorani, responsabile dell’unità ospedaliera di cardiochirurgia all’Ospedale reggiano di Gvm Care & Research, e ha comportato cinque operazioni in un’unica seduta chirurgica: la sostituzione dell’arco aortico, la riparazione dell’aneurisma dell’aorta ascendente, la sostituzione della valvola aortica con una protesi biologica e infine sono state eseguite le plastiche riparative delle valvole mitralica e tricuspide.

«Solitamente questi interventi vengono eseguiti singolarmente – ha commentato il dottor Fiorani –. A volte se ne associano un paio, ma tutti e cinque insieme costituiscono un caso estremamente raro. Le titubanze iniziali, dovute principalmente all’età della signora, si sono risolte quando l’abbiamo conosciuta. Maria Luisa, infatti, è una 82enne autonoma e in buone condizioni generali di salute. Quello che conta, in questi casi, è l’età biologica non l’età anagrafica. Soprattutto da un punto di vista neuro-cognitivo, la paziente stava perfettamente bene. Data la situazione, anche se l’intervento era considerato ad alto rischio, abbiamo ritenuto giusto, di concerto con i colleghi, che valeva la pena eseguirlo. Una volta superata l’operazione, la signora Maria Luisa avrebbe avuto davanti a sé una vita normale, compatibile con la sua età. Il lavoro di équipe integrato e specialistico ci ha permesso di ottenere ottimi risultati: dal cardiologo al team chirurgico, dai perfusionisti e anestesisti agli infermieri di reparto, a chi si occupa della riabilitazione, tutti hanno concorso alla buona riuscita dell’operazione complessa».

La paziente era in cura da alcuni anni e si è sempre sottoposta a regolari controlli cardiologici di prevenzione con il dottor Stefano Fioroni, cardiologo e responsabile del laboratorio di emodinamica ed interventistica cardiovascolare al Salus Hospital. All’ultima visita però, lo scorso settembre, il medico ha riscontrato un evidente peggioramento delle condizioni. Eseguito l’esame diagnostico specifico, si ha poi avuto la conferma della presenza di un esteso aneurisma dell’aorta ascendente di quasi 7 cm, a fronte dei 5,5 cm che delineano il limite per l'indicazione chirurgica. «Ai controlli precedenti l’aneurisma non era presente – ha spiegato il dottor Fiorani – ciò significava, senza ombra di dubbio, che era cresciuto di dimensioni molto velocemente, e questa rapidità di crescita per un aneurisma corrisponde ad un indice di rottura assai più elevato. Più l’aneurisma è grande più il rischio di rottura è elevato, con una probabilità di fatalità nel 95% dei casi. Dunque, oltre alle dimensioni, anche il veloce sviluppo di questo aneurisma ci ha portato a considerare di intervenire con urgenza».

L’intervento è stato eseguito con supporto della circolazione extracorporea e in ipotermia — ciò consiste nell’abbassamento della temperatura corporea a 27° — per evitare danni neurologici, pericolo da non sottovalutare in questi casi. L’operazione è durata 6 ore e ha restituito alla paziente un cuore perfettamente funzionante; questo risultato strabiliante ha poi facilitato anche il decorso post operatorio, durante cui l’organo è stato sottoposto ad un’ingente sforzo al fine di recuperare la piena funzionalità di tutto il corpo. In seguito, Maria Luisa è stata trasferita in terapia intensiva e dopo circa 10 giorni dall’intervento è rientrata nel reparto di degenza ordinaria, come da protocollo. Qui ha avuto inizio un nuovo percorso riabilitativo per aiutarla ad alzarsi e a riprendere a camminare, al fine di recuperare così la propria autonomia. Infine, dopo un mese al Salus Hospital, la signora è stata dimessa per essere poi trasferita all’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, dove è rimasta per altri dieci giorni continuando il decorso riabilitativo previsto. A distanza di poco più di un mese, la paziente è già tornata alla propria abitazione dove ha finalmente potuto riprendere la sua quotidianità, in forze e con un cuore sano e in perfette condizioni. —





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