In fiamme l’ex mobilificio Giorgi Casa Ipotesi bivacco all’origine del rogo
L’incendio è divampato domenica sera, una guardia ha trovato una porta forzata. I carabinieri aprono un’indagine
Luca Giuseppe Murrone
RUBIERA
Incendio all’ex Giorgi Casa di Rubiera. Poco dopo le 23 di domenica ha infatti preso fuoco il capannone che si trova proprio all’ingresso di Rubiera, tra via Torino e via Rocco Chinnici, praticamente sulla via Emilia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Rubiera, oltre a tre squadre dei vigili del fuoco provenienti da Reggio.
Le fiamme si sono propagate all’interno del vasto magazzino, ormai dismesso da anni, e hanno distrutto diversi controsoffitti e pareti in legno: erano alte e ben visibili anche da grande distanza.
Gli accertamenti sulle cause del rogo sono ancora in corso, da parte dei carabinieri di Rubiera insieme ai vigili del fuoco, ma l’ipotesi più accreditata è che le fiamme possano essersi propagate da un bivacco all’interno dell’edificio, dove probabilmente qualcuno si era intrufolato per cercare riparo dalle temperature rigide della notte.
È stato un uomo della vigilanza a lanciare l’allarme. Durante uno dei consueti controlli in zona, ha visto del fumo uscire dallo stabile, così come una porta forzata. Il timore è che dentro ci potesse essere ancora qualcuno e per questo è stato chiesto l’intervento di un’ambulanza della Croce Rossa di Rubiera, per precauzione. Fortunatamente, invece, dentro non c’era nessuno.
L’incendio, anche grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, si è propagato solo nella zona dello stabile che dà sulla via Emilia, distruggendo soppalchi e divisorie in legno che un tempo, fino al 2014, delimitavano le aree espositive.
Proprio dal 2014, anno del fallimento della società SA.GI, proprietaria della struttura, l’immobile versa in queste condizioni ed è stato affidato a un curatore fallimentare.
Visto il lungo iter burocratico che si sussegue dopo un fallimento e viste diverse segnalazioni di cittadini residenti nella zona che documentavano, spesso, la presenza di persone all’interno della struttura, la stessa amministrazione comunale di Rubiera si era mossa per cercare di trovare un punto d’incontro con il curatore fallimentare e garantire la sicurezza di tutti. Una delibera di giunta, datata 27 ottobre 2020, aveva come oggetto, appunto, la messa in sicurezza del fabbricato. Successivamente a questo atto, il curatore fallimentare si era mosso affidando gestione e sicurezza della struttura a una società di vigilanza privata. La stessa società di vigilanza privata si è impegnata a sigillare, con lucchetti vari e altre azioni, ogni porta d’ingresso all’edificio.
L’edificio, da molti anni, è all’asta e attende una nuova occasione di rilancio.
Domenica sera, anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, si è recato sul posto per accertare di persona che cosa stesse succedendo rassicurando tutti, con un post sulla sua pagina Facebook, circa la situazione. –
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