“Noicontrolemafie” ritorna on line Esperti a confronto sul dopo-Aemilia
Il direttore scientifico Antonio Nicaso: «Aumentate la consapevolezza e la voglia del territorio di resistere»
REGGIO EMILIA
«Ci sono loro ma ci siamo anche Noi». Questo è uno dei motti che, da dieci anni a questa parte, rimbomba nella provincia reggiana. Continua a farlo anche quest’anno con la decima edizione del festival della legalità “Noicontrolemafie”. Nel pomeriggio di ieri la conferenza stampa di presentazione online dell’intero festival che prende il via sul sito web“www.noicontrolemafie.net“.
Diretto dallo storico delle mafie e saggista, Antonio Nicaso, con la consulenza della professoressa Rosa Frammartino e i contenuti video dell’associazione Caracò, “Noicontrolemafie” torna in una veste rinnovata perché la voglia di legalità non va in lockdown.
E se la mafie traggono beneficio dalle crisi perché l’impegno di contrasto non può farlo? E su questo è d’accordo il presidente della provincia reggiana Giorgio Zanni che, ringraziando tutti, ha dichiarato: «Non potevamo trascurare questo importante impegno che da dieci anni stiamo portando avanti sul territorio».
A prendere la parola è stata anche la vice presidente Ilenia Malavasi che ha ribadito la voglia di legalità che deve continuare a contraddistinguere questo territorio perché non si può e non si deve abbassare la guardia.
È dello stesso avviso, ovviamente, il curatore e direttore scientifico del festival Antonio Nicaso che, pensando ai passi avanti che nel tempo, il festival della legalità ha fatto a Reggio Emilia e provincia, ha dichiarato nel suo intervento: «Dobbiamo allargare gli orizzonti per far diventare Reggio modello propositivo della legalità. Abbiamo fatto tantissimi passi avanti ma le importanti inchieste antimafia dell’ultimo periodo portano ancora il nome di Reggio Emilia e provincia».
Tanto riferimento al nostro territorio e alla nostra regione, con questo festival che ha rinnovato la veste e i contenuti per rendersi accessibile a tutti e provare a sconfinare verso nuove mete non focalizzandosi solo su Reggio e provincia.
«Si parlerà anche dell’inchiesta Aemilia ovviamente – è stato detto – e in questa sessione saranno chiamati ad interloquire anche giornalisti ed esperti del nostro territorio per approfondire le dinamiche di infiltrazione mafiose a stampo ‘ndranghetista nella nostra provincia. Lo faranno rispondendo alla domanda “com’è cambiata la narrazione delle mafie prima e dopo Aemilia?”».
Secondo il professore Antonio Nicaso, nel corso degli anni, inoltre, «sono aumentate anche la consapevolezza e la voglia del territorio di resistere, conoscere e creare momenti di approfondimento ha contribuito a rendere la vita più difficile a chi pensava che in questo territorio poteva farla franca».
Non ci si può fermare qui, quindi. Grazie al lavoro dell’ associazione Caracò che cura i contenuti video innovativi del sito si è pensato di creare, quindi, una piattaforma web accessibile a grandi e piccoli, per poter conoscere, capire e alla fine poter dire, tutti insieme, “Noicontrolemafie». —
Luca Giuseppe Murrone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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