Scalo, il Pd bacchetta Daviddi «Bisogna essere affidabili»
CASALGRANDE
«A fine luglio Daviddi era a favore dell’uso del Recovery Fund sul collegamento Dinazzano-Marzaglia. Ora si rimangia le parole».
Continuano le polemiche sul futuro dello scalo merci di Dinazzano di Casalgrande, uno degli snodi della nuova zona logistica diffusa regionale pensata per collegare in orizzontale l’Emilia-Romagna, da Piacenza sino al porto di Ravenna. Dinazzano dovrebbe accogliere oltre tremila tonnellate di merci a settimana in più, in arrivo da Piacenza, e vedere fortemente potenziato il collegamento con lo scalo ferroviario di Marzaglia di Modena. Il sindaco casalgrandese Giuseppe Daviddi ha espresso perplessità sulle operazioni. Il timore è di un aumento del traffico su ruota nella Pedemontana, collegata a Dinazzano, e vi sono dubbi sulla realizzazione della tratta verso Marzaglia, che la Regione vorrebbe finanziare con il Recovery Fund. Il primo cittadino ha poi lamentato di non essere stato informato sui progetti. Versione smentita dall’assessore regionale Andrea Corsini, che ha sostenuto di aver sempre aggiornato Daviddi su tappe, sviluppi e appuntamenti. Ora è il Pd di Casalgrande ad andare all’attacco, tirando fuori un intervento pubblico del sindaco del 30 luglio scorso in cui affermava: «Riteniamo che un aumento del transito dei treni merci sulla linea attuale sia difficilmente sostenibile. Per questo appoggiamo l’idea, avanzata dall’assessore Corsini, di investire con le risorse del Recovery Fund, sul collegamento Marzaglia-Dinazzano».
Oggi – è il parere del Pd – il sindaco «si è rimangiato le sue stesse parole». «Cambiare idea, sostenere una cosa e poi l’opposto dopo poco tempo è un metodo comunicativo già usato dal sindaco Daviddi, dettata dal desiderio di ricerca del facile e immediato consenso, dei likes sui social – va avanti – I nodi però vengono al pettine. Occorre prendere una posizione chiara, essere interlocutori affidabili, tanto più quando ci sono decisioni che riguardano un ambito più grande del proprio Comune e occorre lavorare insieme ad altri. Casalgrande non ha bisogno di isolamento o essere considerata inaffidabile. È nostro compito come istituzioni sostenere il distretto e la sua mobilità con infrastrutture adeguate, a partire dalla Campogalliano-Sassuolo e dal collegamento degli scali, ma che siano compatibili col territorio e le comunità». —
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