Tentò di ammazzare la moglie: chiesta una perizia psichiatrica
A processo un 45enne che aveva colpito la donna con un pugno e cercato di soffocarla con un cuscino. La coppia si è separata: lui è agli arresti domiciliari, lei si è costituita parte civile
BIBBIANO. Sono gravi le accuse nei confronti di un operaio 45enne che nella notte del 22 gennaio scorso, ossessionato dalla gelosia, si era scagliato contro la moglie quarantenne che dormiva, cercando di soffocarla con un cuscino. Un’aggressione che non era finita in tragedia per l’intervento del figlio adolescente.
Una coppia già allora in crisi ed ora i due si sono separati, comunque da allora l’ormai ex marito è agli arresti domiciliari nella casa coniugale, mentre la donna con il figlio si è trasferita.
Ieri si è avviata l’udienza preliminare. Presente in aula solo l’imputato: è accusato di tentato omicidio (con le aggravanti di aver commesso il fatto nei confronti del coniuge, in situazione di minorata difesa) e lesioni gravi (refertati 22 giorni di prognosi per la donna, a causa di un pugno allo zigomo). L’ex moglie ha preferito disertare l’udienza, ma si è costituita parte civile tramite l’avvocato Alessandro Magnani. I due difensori del 45enne – cioè i legali Nicola Tria e Massimo Viappiani – alla luce di una consulenza di parte, hanno chiesto al gup Dario De Luca l’ammissione al rito abbreviato legato però ad una perizia psichiatrica che verifichi le condizioni mentali dell’ex marito al momento dei fatti. Richiesta accolta dal giudice e il 21 dicembre verrà nominato il professionista che effettuerà la perizia psichiatrica.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri – coordinati nell’indagine dal pm Marco Marano – erano circa le 4 quando l’uomo entrava nella camera da letto dove la donna stava dormendo, in posizione supina per la presenza di un tutore sul naso. Prima la colpiva con un pugno violento all’altezza del naso, quindi le metteva sulla faccia il cuscino. Attimi concitati, nei quali per fortuna la donna riusciva a girare la testa e a prendere fiato. Ma tutto il frastuono provocato da quel corpo a corpo allucinante aveva svegliato anche il figlio della coppia che si precipitava nella stanza da letto. La scena che gli si è aperta davanti è di quelle che sarà difficile cancellare dalla mente: il padre a cavalcioni sulla donna che teneva un cuscino sulla faccia e la donna che cercava di liberarsi da quella morsa pericolosissima. Quando il genitore ha sentito la voce del figlio che gli chiedeva cosa stesse facendo, per fortuna, è ritornato alla ragione. Liberava la moglie che poteva così allontanarsi. A quel punto, venivano chiamati i carabinieri e interveniva una pattuglia della stazione di Bibbiano. Solo poche settimane prima, al culmine della crisi che la coppia stava affrontando, l’uomo aveva mandato un messaggio alla moglie: un testo che lasciava intendere che l’avrebbe fatta finire. E per questa ragione, ovviamente, la donna si era allarmata chiedendo l’intervento del 112 che si era subito messo sulle tracce del marito. Alla fine, l’operaio era stato rintracciato e si trovava in un bosco in montagna. —
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