A Cerreto Laghi le piste sono aperte solo per gli allenamenti degli atleti
ventasso
Neve non per tutti. Le annunciate precipitazioni di queste ore, che dovrebbero imbiancare non solo l’Appennino ma anche la città e buona parte della provincia reggiana, sono una novità rispetto agli anni precedenti caratterizzati da poca neve caduta più che altro nella parte finale dell’inverno.
Questo 2020, che decisamente di accordarsi al passato non ne vuol sapere, potrebbe regalare panorami candidi già da oggi per proseguire sulla stessa cadenza nelle prossime settimane.
La neve a Reggio rischia di portare con sé i consueti disagi dovuti al traffico, agli accumuli della coltre spazzata e al passaggio dei mezzi addetti alla pulitura, che faticano ad operare normalmente fra strade affollate di auto già dal mattino. La didattica a distanza e il lavoro da casa, unite alla zona arancione, hanno rallentato il flusso del traffico, ma non al punto da togliere file e intasamenti negli orari di punta.
E con le attuali restrizioni, anche una gita in collina o in Appennino per godersi il panorama non sono in programma. L’altro lato della medaglia non regala maggiori sorrisi. Nell’annata in cui la neve si presenta presto, addirittura in tempo utile per l’Immacolata, vecchia giornata di avvio della stagione sciistica, le piste italiane dovranno rimanere chiuse. Anche la montagna reggiana non può sfuggire a questo destino collettivo, per evitare comportamenti potenzialmente rischiosi l’indirizzo governativo appare ormai chiaro: gli impianti per lo sci rimarranno chiusi almeno sino all’anno nuovo e al termine delle vacanze.
Le voci di protesta non mancano, così come i tentativi di accordi europei per inasprimenti o ammorbidimenti di livello continentale, ma difficilmente si tornerà indietro nonostante le forti paure degli operatori del settore. L’attività non sarà sospesa del tutto, ma inibita al grande pubblico. Nel nostro Appennino i gestori di Cerreto Laghi hanno annunciato la volontà di tenere aperto quantomeno per gli atleti che debbano allenarsi e prepararsi alle loro competizioni, così da permettere di lavorare non lontano da casa. Uno sforzo che diventa anche un lumicino di resistenza. Tutti gli altri appassionati di sci, bob e acrobazie dovranno probabilmente rassegnarsi e con loro ristoratori, albergatori e addetti di impianti e negozi delle varie stazioni. E dire, beffa amara, che con l’attuale andazzo il Natale 2020 sarebbe potuto essere letteralmente un “bianco Natale”, con una discreta presenza di neve almeno nel crinale. Dopo anni in cui il mese di dicembre non ha praticamente visto precipitazioni nevose, questo potrebbe essere un ritorno al passato, in questo senso.
Peccato che quasi nessuno potrà goderselo, se non a distanza, tra preoccupazioni sanitarie e le delusioni e il dispiacere per questi radicali cambi di abitudine. Chi invece magari della neve farebbe a meno, come i pendolari delle 8 del mattino nel centro di Reggio, si preparano loro malgrado alla prima avventura stagionale con scivolate, timori di sbandate e sforzi per ricordare come caspita si montino le catene sulle gomme. Non serviranno, ma un ripassino non fa mai male. —
Adriano arati
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