A processo 26enne È accusato del furto di una bici costosa
I carabinieri lo riconoscono attraverso un filmato delle telecamere del palazzo La difesa: «Solo immagini buie di un uomo col cappuccio»
correggio
Il furto di una bicicletta piuttosto costosa – mille euro, marca Ktm – fa discutere in tribunale a Reggio Emilia e il gup Dario De Luca, alla fine, decide di rinviare a giudizio l’imputato, quindi sarà un processo a fare chiarezza su quanto accaduto la notte del 4 settembre 2019 all’interno del condominio di via Timolini al civico 6/a.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri – coordinati nell’indagine dal sostituto procuratore Piera Giannusa – il correggese 26enne Giordan Bedogni quella notte si era introdotto nel cortile del palazzo e dalla rastrelliera aveva scelto molto accuratamente quale bici rubare. Forzato il lucchetto, se n’è andato con la bicicletta che non verrà più ritrovata. E che fosse proprio Bedogni il ladro ne sono certi i militari, perché l’hanno riconosciuto (con un arnese da scasso in mano) nelle immagini di videosorveglianza del condominio. Un caso per gli inquirenti risolto in pochi giorni, una volta che il proprietario della bicicletta ha presentato la denuncia di furto.
Ma nell’udienza preliminare su quel riconoscimento dei carabinieri ha avuto – ieri – parecchio da ridire la difesa, cioè l’avvocatessa Elisabetta Strumia.
«Le immagini sono buie e la persona inquadrata ha un cappuccio in testa che non la rende certo riconoscibile – spiega nel dopo-udienza l’avvocatessa Strumia ai cronisti – quindi non si può dire con certezza che si tratti del mio assistito». La Procura è rimasta sulle sue posizioni, chiedendo il rinvio a giudizio del 26enne, mentre la difesa ha puntato sul proscioglimento di Bedogni. Salomonica la decisione del gup De Luca: necessari degli approfondimenti che avverranno nel processo fissato per il prossimo 3 giugno. —
t.s.
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