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Il rammarico di Nando Rinaldi «Perché non compare il nido?»

M.R.
Il rammarico di Nando Rinaldi «Perché non compare il nido?»

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REGGIO EMILIA

«Mi dispiace notare che per la classifica di Italia Oggi non sia stato preso in considerazione il nido d’infanzia».

È questo il rammarico più grande di Nando Rinaldi, direttore dell’Istituzione Scuole e Nidi del Comune di Reggio Emilia. «Il servizio educativo 0-3 non c’è, come se non esistesse».

Per il resto, commenta, la classifica è meramente quantitativa «ed è impostata a livello provinciale, non comunale». Se fossero stati valutati i numeri di Reggio città, infatti, la posizione in classifica avrebbe potuto essere ben diversa dalla 94esima ricoperta. I dati dell’anno scolastico 2020-2021 a Reggio, nella fascia 3-6 anni, parlano di 4.160 posti complessivi nelle scuole dell’infanzia della città (quelle a gestione diretta, indiretta, Fism...) e di 4.577 bambini residenti di quell’età, con una percentuale di scolarizzazione del 90,88 %.

«Il dato è leggermente calato rispetto a quello dell’anno scolastico 2019-2020 – ammette Rinaldi – quando la percentuale di scolarizzazione era al 91,67% (con 4.356 posti complessivi nelle scuole d’infanzia e 4.752 bambini residenti), ma quest’anno è un anno molto particolare, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Dati alla mano non abbiamo avuto molti ritiri a causa del Covid, ma ci sono state famiglie che hanno preferito tenere a casa i bambini in attesa di capire l’evolvere della situazione. Inoltre laddove non siamo riusciti, la scorsa estate, a intervenire per adeguare gli spazi abbiamo ridotto la capienza numerica degli iscritti. È successo alla scuola dell’infanzia Bruno Munari, ad esempio, dove non abbiamo più 26 posti come in passato, ma un po’ meno».

Al di là del piazzamento della provincia di Reggio, comunque, Rinaldi invita a trovare un lato positivo nella classifica relativa alla scolarizzazione nella fascia 3-6 anni: «La città che ha meno bambini frequentanti è Roma, ma la percentuale di scolarizzazione è comunque dell’86%. Significa che il sistema Paese riesce a rispondere alle esigenze delle famiglie e offre l’opportunità di frequentare la scuola dell’infanzia, se non a tutti, almeno a buona parte dei bambini presenti sul territorio».

Discorso diverso va fatto per la fascia 0-2, quella cioè del nido. «A Reggio Emilia la scolarizzazione dei piccoli è al 50,66% contro il 25% nazionale. Colpa di un gap culturale che porta a non considerare il nido come servizio educativo al pari della scuola dell’infanzia». Errore commesso anche da Italia Oggi: «Con la legge 65/2017 – spiega Rinaldi – al nido d’infanzia è stato riconosciuto un valore educativo, e non a caso la gestione dei nidi è passata dal Ministero delle politiche sociali a quello dell’istruzione. È evidente che questo passaggio, che a questo punto è anche e soprattutto culturale, richieda un po’ di tempo, ma ormai è noto a tutti che per i bimbi, anche quelli di qualche mese, essere in un contesto di socialità con bambini coetanei è importantissimo per lo sviluppo cognitivo». —



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