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il progetto 

Stanze degli abbracci nelle case di riposo

Stanze degli abbracci nelle case di riposo

I familiari potranno toccare gli anziani in tutta sicurezza grazie a manicotti di plastica e pareti divisorie trasparenti

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REGGIO EMILIA

Anche nelle case di riposo di Reggio Emilia nasceranno le “stanze degli abbracci”. Si tratta di soluzioni tecniche protettive con una parete in plastica trasparente, elastica e sottile ma al tempo stesso robusta, con delle maniche che possono essere indossate dai visitatori per accarezzare, abbracciare e stringere la mano di chi è ricoverato nella struttura.

I familiari potranno prenotare la loro visita che avverrà in un ambiente sanificato e con tutti i crismi di sicurezza anti-Covid. L’obiettivo è aiutare a ricostituire fra persone anziane ospiti delle case di residenza assistita e i loro familiari i rapporti, i contatti diretti, anche fisici, che sono stati spezzati dal lockdown e dalle regole di contenimento della pandemia.

Il progetto – a cui ogni cittadino potrà contribuire con una donazione al fondo comunale di mutuo soccorso – è curato in sinergia tra Comune di Reggio Emilia, Asp Città delle Persone (la società partecipata che gestisce la rete delle Rsa), Ausl e Ordine degli Architetti. Le prime realizzazioni potrebbero essere a disposizione nell’arco di alcune settimane. «Gli anziani delle case di riposo sono state fra le persone più duramente colpite, non solo sul piano epidemiologico, ma anche in maniera totalizzante dalle norme di isolamento imposte dal Coronavirus – spiega l’assessore al welfare, Daniele Marchi – Ciò ha comportato disorientamento, brusca e dolorosa rottura di legami e soprattutto contatti fisici, mettendo a durissima prova equilibri psicologici, affetti e relazioni, ricordi, spiritualità, benessere mentale ed emotivo».

Così come sottolinea Raffaele Leoni, presidente di Asp: «Le stanze degli abbracci consentiranno di recuperare il contatto fisico, che è mancato anche quando erano riprese le visite dei parenti. Una soluzione importante per tutti, per il calore umano che restituirà, ma lo sarà in particolare per le persone con disturbi cognitivi o affetti da demenza che possono trarne quei benefici e quelle emozioni che spesso la semplice visita o la videochiamata non danno».

A ogni struttura verranno assegnati due giovani architetti iscritti all’Ordine degli Architetti e Pianificatori di Reggio Emilia, che, con l’affiancamento di un consigliere dell’Ordine quale tutor-collaboratore, cureranno il progetto. «L’Ordine degli Architetti – afferma il presidente Andrea Rinaldi – ha accettato con entusiasmo la proposta del Comune di Reggio Emilia, mettendo al servizio della comunità la professionalità dei propri iscritti. Occuparsi della comunità, con una particolare attenzione alle persone più fragili è parte integrante della dimensione sociale del nostro mestiere. Abbiamo bisogno di nuove idee e progetti per un futuro che sarà diverso da quello che definivamo normalità, ma che in realtà era la crisi».

Anche la città è chiamata a collaborare e contribuire per la realizzazione. Per le donazioni al Fondo di mutuo soccorso comunale: bonifico bancario all’Iban IT 83 U 02008 12834 000105890704 (BIC: UNCRITMM) con causale “Stanza degli abbracci”. —

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