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Appello di Aemilia, per il verdetto i 3 giudici si riuniranno alla Dozza

Tiziano Soresina
Appello di Aemilia, per il verdetto i 3 giudici si riuniranno alla Dozza

Attrezzati gli spazi nel carcere. Mercoledì una dozzina di repliche, due imputati sono in quarantena

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bologna

Tutto nel carcere bolognese della Dozza.

Dopo otto mesi di udienze a spron battuto – e ne sarebbero serviti meno se non fosse esplosa la pandemia, interrompendo i lavori dai primi di marzo sino a metà maggio – l’appello di Aemilia è ormai in dirittura d’arrivo e quando anche l’ultima replica si sarà esaurita, il collegio giudicante (presieduto da Alberto Pederiali, a latere i colleghi Maurizio Passarini e Giuditta Silvestrini) entrerà in camera di consiglio in spazi attrezzati sempre all’interno della Dozza. E le previsioni parlano di una full-immersion non lunga (4-5 giorni).

Quando accadrà questo momento-chiave per le tre toghe? Presumibilmente già la prossima settimana, anche se l’udienza fissata per le repliche (si terrà il 9 dicembre) potrebbe non bastare, vista la complessità dei temi e il numero di posizioni da affrontare. La Procura generale prenderà la parola con tre dei quattro rappresentanti dell’accusa. Le repliche non devono però oltrepassare i dieci minuti d’esposizione, per cercare di velocizzare il tutto.

Il sostituto pg Lucia Musti ha nel mirino le posizioni di Francesco Matacera nonché del gruppo modenese Bianchini (il costruttore Augusto Bianchini, la moglie Bruna Braga e il figlio Alessandro Bianchini), inoltre si è riservata di valutare repliche anche sulle accuse a Giuseppe Belfiore e Sergio Bolognino. Invece la collega Luciana Cicerchia intende ritornare sulle imputazioni riguardanti Gabriele Valerioti, Omar Costi, Antonio Crivaro e l’imprenditore reggiano Mirco Salsi. Le ultime repliche – da parte del pm Beatrice Ronchi – riguarderanno Francesco ed Antonio Giglio, nonché Giuseppe Vertinelli. Insomma, si riparlerà di diverse figure eccellenti. E i difensori di tutti questi imputati? Saranno ovviamente presenti nell’aula-bunker e non è difficile pensare che i legali controreplicheranno. Di certo è in arrivo una lunga udienza.

Un’ultima “tappa” che non sarà seguita da due imputati, cioè Maurizio Cavedo (in cella alla Dozza, difeso dall’avvocato Sebastiano Scardovi) e Gaetano Blasco (in carcere a Tolmezzo, è tutelato dall’avvocatessa Marilena Facente): sono in quarantena perché entrati in contatto con persone rivelatesi positive al Covid. Hanno diritto a seguire l’udienza, da qui il rischio-rinvio. Ma i due difensori – contattati dalla Gazzetta – dicono che i loro assistiti non hanno intenzione di intralciare l’iter processuale e rinunceranno ad essere presenti. La sentenza è quindi più vicina e la velocità con cui ha “camminato” l’appello – 120 imputati, parecchie parti civili – la si deve al metodo applicato dalla Corte, cioè quello definito dal presidente Pederiali «frazionamento della discussione»: affrontate in ogni udienza le posizioni di alcuni imputati, con per ognuno la relazione introduttiva del giudice relatore, la requisitoria dell’accusa, l’arringa della parte civile e quella difensiva.

Una strategia giudiziaria che ha “battuto” pure il Coronavirus. —



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