Gazzetta di Reggio

Reggio

Coronavirus, Rsa stravolte dalla pandemia: «Serve subito una riforma»

Coronavirus, Rsa stravolte dalla pandemia: «Serve subito una riforma»

L’audizione del sindaco di Reggio Emilia in commissione parlamentare in qualità di delegato Anci: «Bisogna mettere al centro la presa in carico della popolazione anziana»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Non abbiamo bisogno di smantellare queste strutture ma di riformarle in modo radicale sulla base di una serie di indirizzi che hanno al centro innanzitutto la capacità di concepire un approccio alla popolazione anziana fondato sulla presa in carico della persona, del nucleo familiare e sulla volontà di perseguire e di offrire un progetto di vita».

Sono le realtà che durante questa pandemia hanno pagato il prezzo più alto, in termini di contagi e di decessi. E ancora durante questa seconda ondata mostrano criticità alle quali porre rimedio. È sulla riforma delle Rsa che il sindaco Luca Vecchi, in qualità di delegato Anci, è intervenuto mercoledì nella Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, nominata dal ministro della Salute, Roberto Speranza e presieduta da monsignor Paglia.

Al centro dell’audizione, le politiche di assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana e il ruolo delle Rsa durante l’emergenza Covid.

«L’audizione – ha spiegato Vecchi – è stata una importante occasione per fare il punto su cosa sono state storicamente le Rsa analizzando punti di forza e di debolezza collocandone il ruolo nel contesto della contemporaneità che vede un innalzamento della durata della vita, un invecchiamento della popolazione e i problemi legati alla non autosufficienza. Non da ultimo abbiamo affrontato l’impatto della pandemia con queste strutture e la loro stessa difficoltà a reggere il confronto con l’emergenza sanitaria in corso».

Un settore assistenziale che necessita di una riforma condivisa, «che guardi con maggiore attenzione alla domiciliarità, non soltanto delle residenze e delle semi-residenze, ma anche a soluzioni più flessibili di residenzialità leggera senza perdere di vista le tante reti di volontariato e di socialità fondamentali per garantire la qualità della vita delle persone anziane».

Cambiamenti che dovranno vedere i Comuni in prima linea per quella che è stata definita «la sfida della fragilità e in particolar modo quella sulle politiche per la popolazione anziana». Al centro dell’incontro, anche la necessità di risorse dedicate. Un tema che Vecchi ha affrontato in conclusione del suo intervento, ponendo l’attenzione sulla necessità di dare forma a una nuova visione dei servizi passando «da una concezione di erogazione monetaria a quello in cui è centrale la cultura, la qualità e la struttura dei servizi che rendono efficaci gli interventi e le politiche».

“Con l’incontro – ha concluso Vecchi – si è avviata una relazione tra la Commissione e l’Anci che proseguirà con nuove audizioni su temi specifici sui quali l’Anci potrà, attraverso il proprio sistema di competenze, offrire un contributo determinate ad una importante riforma di portata storica ed epocale che certamente il tempo del Covid ci ha sottoposto in modo stringente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google