A gennaio i lavori al pronto soccorso: un’area dedicata ai casi Covid
L’intervento complessivo costerà all’Ausl 1.357.000 euro. Nasciuti: «Verrà garantita la massima sicurezza dell’area»
SCANDIANO. Partiranno fra poche settimane i lavori per l’ammodernamento del Pronto soccorso dell’ospedale Magati, chiuso dal marzo scorso. Già a gennaio verrà avviato il cantiere per allargare e risistemare l’area di primo intervento, così da renderla adeguata anche all’emergenza sanitaria in corso, che richiede percorsi di accesso separati e isolati fra pazienti non-Covid e pazienti Covid.
La fine dell’operazione è prevista entro l’autunno 2021, secondo le stime dell’Ausl provinciale, titolare dei lavori. Si parla di un’operazione da 1.357.860 euro totali, in gran parte destinato alla riorganizzazione del reparto «con l’obiettivo di separare i percorsi e creare aree di permanenza dei pazienti con e senza sintomi da Covid in attesa di diagnosi che garantiscano i criteri di separazione e sicurezza», come spiega il sindaco scandianese Matteo Nasciuti.
I lavori inizieranno con l’inizio dell’anno. L’intervento fa parte del progetto di riqualificazione complessiva della rete emergenza-urgenza ospedaliera reggiana, «pensato per migliorare la gestione dei percorsi per l’emergenza epidemica». Nel dettaglio verrà creata un’area dedicata ai pazienti sospetti con accesso autonomo dalla “camera calda”.
Questa zona sarà dotata di un particolare impianto di areazione, pensato per garantire adeguati ricambi sia di aria sia di pressione negativa. In questo modo, le possibilità che le particelle contagiose possano diffondersi dovrebbero abbattersi drasticamente, mentre gli altri pazienti dovrebbero venir accolti e visitati usando percorsi alternativi. Al termine dei lavori il Pronto soccorso del Magati dovrebbe essere abilitato a gestire entrambi gli eventuali flussi di persone con problemi, sia legati alla pandemia sia dovuti ad altre cause, e potrebbe riaprire completamente dopo lunghi mesi di chiusura che hanno fatto molto discutere e molto preoccupare.
Il timore era che questa pausa forzata, sulla carta provvisoria, potesse diventare definitiva. Paura condivisa per un altro reparto, quello del Punto nascite, anch’esso chiuso da inizio marzo. In quelle settimane, nel momento più grave dell’avvio dell’epidemia, l’Ausl reggiana cambiò completamente l’assetto della rete ospedaliera provinciale e Scandiano divenne il terzo ospedale Covid del circuito, dopo il Santa Maria Nuova e Guastalla. Una funzione mantenuta anche in questi mesi, di appoggio per malati in condizioni meno gravi o alla prese con una lunga convalescenza da monitorare con attenzione.
Le attività di diversi reparti e diversi ambulatori sono state interrotte, a partire da Punto nascite e Pronto soccorso. Il territorio scandianese è ora coperto da Reggio o, in casi eccezionali, da Sassuolo. Rimane l’automedica notturna, anch’essa per un periodo a rischio di sostituzione con un’auto infermieristica, in cui il personale si riduce senza la presenza di un medico. Se il destino del Punto nascite, dal 2017 aperto in deroga, appare già segnato, molto più alta è l’attenzione per il Pronto soccorso, ritenuto essenziale per un comprensorio molto popoloso e denso di vie di collegamento molto trafficate, in cui gli interventi sanitari sono molti. —
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