Giorgia nasce in pandemia: nonni, bis e trisavoli a distanza
La storia della famiglia Daolio-Cavicchioli arrivata alla quinta generazione. «Per precauzione dobbiamo sacrificare la tanta voglia di vedere la piccola»
NOVELLARA.La protagonista di questa storia ai tempi del Covid-19 è la famiglia Daolio-Cavicchioli, composta da ben cinque generazioni, che a causa della seconda ondata della pandemia sta festeggiando in maniera insolita l’arrivo di Giorgia, nata a Reggio Emilia il 14 novembre scorso: i nonni hanno visto la piccola di sfuggita solo una volta per qualche istante, a dieci giorni dalla nascita, mantenendo le distanze, senza poter fare foto insieme, mentre bisnonni e trisavoli ancora non hanno visitato, né coccolato, la piccola Giorgia. Per celebrare tutti assieme il lieto evento, “contendersi” la piccola per tenerla in braccio, e per scattare la classica foto di famiglia, quindi, dovranno attendere la fine dell’emergenza.
La quinta generazione
Venendo al mondo, Giorgia Cavicchioli rappresenta la quinta generazione della famiglia. I genitori, Davide Cavicchioli ed Elisa Vezzani (rispettivamente 31 e 28 anni), sono la quarta, poi a seguire i nonni Luca Cavicchioli e Lucia Daolio (terza generazione, rispettivamente 57 e 55 anni), i bisnonni Tino Daolio e Margherita Riva (seconda generazione, rispettivamente 76 e 86 anni), e infine la prima generazione, quella dei “capostipiti”, composta dai trisavoli Lino Daolio (94 anni, che in prime nozze sposò Antonietta Menozzi, madre di Tino, di cui rimase vedovo), e Renza Codelupi (96 anni, sposata in seconde nozze).
«Ci vuole prudenza»
«Purtroppo – dice nonna Lucia, facendosi portavoce di tutte le generazioni più anziane – in tempi di Covid-19, a causa della nostra età e della distanza, per evitare problemi sanitari a tutti e per ottemperare alle vigenti disposizioni, dobbiamo sacrificare la voglia di vedere la piccola Giorgia e non possiamo riunirci per festeggiare tutti assieme. Anche a Natale dovremo attenerci a festività sobrie, nel segno della massima precauzione».
Gran parte di questa longeva dinastia sta a Novellara: abita in paese la neonata Giorgia coi genitori, mentre nonni e bisnonni risiedono nella frazione di San Bernardino; ma i trisavoli si trovano a Guastalla.
Quello che non impediscono i divieti, ovvero lo spostamento tra Comuni, lo impone la prudenza, per cui le generazioni più anziane non si muovono mai dalle loro abitazioni. «Si può dire – prosegue nonna Lucia – che tutti abbiamo avuto figli abbastanza presto, e che per la seconda volta, dalla nascita di mio figlio nel 1989 che adesso è diventato padre di Giorgia, siamo arrivati a cinque generazioni. Anche allora la Gazzetta ci dedicò un articolo, ma quella volta c’era la foto di famiglia perché erano tempi normali».
Effetto pandemia
Già, una storia che in tempi normali avrebbe dell’incredibile, ma che il Covid-19 rende drammaticamente vera, a dimostrazione di come la pandemia possa stravolgere le vita delle persone. —
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