Gazzetta di Reggio

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La storia del ciclismo in mostra 

Le bici e i cimeli di Cimurri in un documentario

GIUSEPPE GALLI
Le bici e i cimeli di Cimurri in un documentario

Sul sito della Gazzetta di Reggio un viaggio tra le stanze di Palazzo Spalletti Trivelli, dove il Credem ospita l’allestimento

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REGGIO EMILIA

S’intitola “Giannetto Cimurri, il masseur e le bici dei suoi campioni” la mostra dedicata al massaggiatore dei campioni del ciclismo, realizzata allo Spazio Credem di via Emilia San Pietro 4 e inaugurata il 17 gennaio scorso, che ora è diventata anche un documentario prodotto dalla famiglia Cimurri e da Impresa & Sport grazie a Diaviva, importante casa produttrice cinematografica di Reggio. Cinque intensi minuti, voluti, pensati e realizzati per dare continuità e fissare nel tempo tutta la magia di una esposizione che vede ospitare – nelle straordinarie stanze di Palazzo Spalletti Trivelli (sede del Credem) – pezzi altrettanto straordinari della storia del ciclismo, sotto lo sguardo sorridente e orgoglioso del mitico Giannetto, raccontati per l’occasione dal giornalista e scrittore Marco Pastonesi.

È la storia di un reggiano innamorato pazzo della bicicletta, massaggiatore della Nazionale italiana di ciclismo per 34 anni, che ha vissuto 74 campionati del mondo fra strada, pista e cross, 40 Giri d’Italia, 11 Tour de France e partecipato a otto Olimpiadi. È la storia di un corridore mancato, che ha saputo farsi “gregario” di grandi del calibro di Fausto Coppi, Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Francesco Moser, i quali negli anni, gli hanno riconosciuto la stima e l’affetto degni di un grande amico. Una storia ripercorsa dalla mostra allestita al Credem, un allestimento composto da 36 bici selezionate tra le oltre 130 della collezione Cimurri, maglie rosa e maglie gialle, foto inedite di lavoro, amicizia e sport, manifesti delle più importanti gare ciclistiche mondiali dagli anni Quaranta al Duemila, cimeli raccolti in una vera e propria stanza dei ricordi, che una volta facevano parte di quel Museo della bicicletta ancora alla ricerca di uno spazio definitivo.

Una mostra affascinante e coinvolgente – che in questo periodo non può essere visitata a causa del Covid – definita romanticamente “una lettera d’amore per la bicicletta, per il ciclismo e per i reggiani”. —

GIUSEPPE GALLI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Guarda il documentario sul sitowww.gazzettadireggio.it



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