Le bici e i cimeli di Cimurri in un documentario
Sul sito della Gazzetta di Reggio un viaggio tra le stanze di Palazzo Spalletti Trivelli, dove il Credem ospita l’allestimento
REGGIO EMILIA
S’intitola “Giannetto Cimurri, il masseur e le bici dei suoi campioni” la mostra dedicata al massaggiatore dei campioni del ciclismo, realizzata allo Spazio Credem di via Emilia San Pietro 4 e inaugurata il 17 gennaio scorso, che ora è diventata anche un documentario prodotto dalla famiglia Cimurri e da Impresa & Sport grazie a Diaviva, importante casa produttrice cinematografica di Reggio. Cinque intensi minuti, voluti, pensati e realizzati per dare continuità e fissare nel tempo tutta la magia di una esposizione che vede ospitare – nelle straordinarie stanze di Palazzo Spalletti Trivelli (sede del Credem) – pezzi altrettanto straordinari della storia del ciclismo, sotto lo sguardo sorridente e orgoglioso del mitico Giannetto, raccontati per l’occasione dal giornalista e scrittore Marco Pastonesi.
È la storia di un reggiano innamorato pazzo della bicicletta, massaggiatore della Nazionale italiana di ciclismo per 34 anni, che ha vissuto 74 campionati del mondo fra strada, pista e cross, 40 Giri d’Italia, 11 Tour de France e partecipato a otto Olimpiadi. È la storia di un corridore mancato, che ha saputo farsi “gregario” di grandi del calibro di Fausto Coppi, Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Francesco Moser, i quali negli anni, gli hanno riconosciuto la stima e l’affetto degni di un grande amico. Una storia ripercorsa dalla mostra allestita al Credem, un allestimento composto da 36 bici selezionate tra le oltre 130 della collezione Cimurri, maglie rosa e maglie gialle, foto inedite di lavoro, amicizia e sport, manifesti delle più importanti gare ciclistiche mondiali dagli anni Quaranta al Duemila, cimeli raccolti in una vera e propria stanza dei ricordi, che una volta facevano parte di quel Museo della bicicletta ancora alla ricerca di uno spazio definitivo.
Una mostra affascinante e coinvolgente – che in questo periodo non può essere visitata a causa del Covid – definita romanticamente “una lettera d’amore per la bicicletta, per il ciclismo e per i reggiani”. —
GIUSEPPE GALLI
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Guarda il documentario sul sitowww.gazzettadireggio.it
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