Gazzetta di Reggio

Reggio

DENUNCIATI DALLA GUARDIA DI FINANZA 

Spende il reddito di cittadinanza alle slot

Ambra Prati
Spende il reddito di cittadinanza alle slot

Otto cittadini residenti nel Reggiano percepivano l’aiuto mensile senza averne diritto: ora dovranno restituire 43mila euro

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REGGIO EMILIA

I furbetti del reddito di cittadinanza sono tra di noi. C’è chi è risultato un evasore totale sconosciuto al Fisco (non aveva mai dichiarato 27mila euro), chi ha avviato un’attività aprendo la partita Iva senza comunicarlo (è un obbligo, uno dei paletti che comporta il ricalcolo o l’annullamento del diritto di percepire l’aiuto economico) e chi addirittura ha usato quella somma mensile, insieme alla pensione dell’anziana madre, per giocarsela nelle sale scommesse. Lo ha accertato la guardia di finanza di Reggio, che ha scandagliato le domande sospette presentate nel 2019, andando a verificare sull’intero 2020 la posizione di coloro che percepivano un reddito di cittadinanza compreso tra i 500 e i 700 euro al mese: in un caso il beneficiario incassava mille euro mensili.

I finanzieri hanno scoperto ben 24 persone che hanno ricevuto il sostegno riservato ai bisognosi e beneficiato di esenzioni in materia di ticket sanitari senza averne alcun diritto, per lo più dichiarando il falso: per i primi otto furbetti del reddito di cittadinanza è scattato il blocco della cifra ancora da percepire (15mila euro), l’obbligo di restituire i soldi già incassati (oltre 43mila euro) nonché la denuncia per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Per gli altri 16 scatterà da parte dell’Ausl il recupero dei ticket inevasi per 4mila euro.

«Il reddito di cittadinanza è una forma di sostegno economico ai cittadini in difficoltà. Un tema “caldo”, su cui ci stiamo concentrando per contrastare fenomeni di sperpero di risorse pubbliche – spiega il maggiore Alessandro Nicola Pirrazzo –. Sulle domande viene eseguita una analisi da parte del Nucleo speciale Entrate delle Fiamme Gialle, uno screening su tutti i percettori tramite l’incrocio di banche dati. Se emergono determinati alert, che potrebbero essere la spia di eventuali irregolarità, i nominativi “dubbi” vengono inviati ai comandi territoriali, ai quali spetta l’istruttoria vera e propria».

Nel Reggiano casi sospetti hanno riguardato la Bassa, perciò ha indagato la Tenenza di Guastalla. E le sorprese non sono mancate. Nei Comuni di Boretto e Gualtieri tre cittadini italiani sono riusciti a ottenere l’erogazione del contributo: è bastato loro mentire sul nucleo familiare (“gonfiato” ad arte) e omettere di comunicare un patrimonio immobiliare superiore ai 30mila euro. Un metodo fotocopia a quello utilizzato da tre italiani e due stranieri residenti a Luzzara, Novellara e Boretto: anche questi ultimi hanno dichiarato il falso sui requisiti previsti, sul patrimonio e sulla reale composizione della famiglia. Gli otto “furbetti”, oltre alla denuncia, sono stati segnalati alla Direzione dell’Inps di Reggio che, oltre a bloccare subito il beneficio, si occuperà del recupero delle somme già incassate. Per quanto riguarda i 16 che hanno goduto dell’esenzione del ticket sanitario analoga segnalazione è stata fatta all’Ausl di Reggio per avviare l’azione di recupero. —



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