Appello al vescovo dagli ambientalisti «Rinunci a costruire nell’area Le Querce»
Europa Verde, Reggio Città Aperta e Rec a Camisasca «Segua l’indirizzo ecologista dell'enciclica Laudato Si’»
REGGIO EMILIA
Il nuovo Piano urbanistico generale, da poco presentato, indica un'inversione di rotta, dopo l'abnorme crescita che ha interessato la città nei decenni trascorsi. Prevede la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente anzichè un’ulteriore espansione edificatoria. Ci sono però delle eccezioni. La più vistosa, contro la quale insorgono gli ambientalisti interni ed esterni alla maggioranza che sostiene la giunta Vecchi, è il piano particolareggiato di iniziativa privata che disegna la cementificazione dell’area di 150 mila metri quadri situata a sud del Conad Le Querce, fra le vie Francia, Inghilterra e Unione Sovietica.
Secondo la variante al precedente Piano regolatore generale relativa all’area di trasformazione Ta-7 vi dovrebbero essere realizzati settemila metri quadrati di edilizia residenziale e commerciale, con 87 appartamenti e un nuovo punto vendita, oltre ad un parcheggio da 250 posti auto. La progettazione dell’intervento è affidata a Caire, Cooperativa architetti e ingegneri, in particolare agli architetti Maicher Biagini, Aniello Tafuro e Cinzia Araldi. L’area è divisa fra una dozzina di proprietari, ma il 70% appartiene alla società immobiliare Acquario, facente capo a Claudio Campani e alla famiglia Ghiaroni di Modena, e alla Diocesi di Reggio. La partecipazione della Chiesa reggiana, che possiede più di un terzo della superficie edificabile, offre ai contestatori di questo piano l’occasione di fare appello al vescovo Massimo Camisasca in nome dell’indirizzo ecologista che le è stato imposto da papa Francesco con l'enciclica Laudato sì.
Duilio Cangiari gli si rivolge come portavoce della lista Europa Verde, che appoggia Vecchi. Gli chiede di rinunciare al progetto per coerenza con gli altri interventi «assolutamente meritori» della Diocesi, la trasformazione del seminario in polo universitario e la concessione al Comune dei campi di via Agosti. È ancora più pressante l’invocazione di Francesco Fantuzzi: «Monsignor Camisasca, fermi la distruzione di quell’area. Ci faccia questo meraviglioso regalo di Natale, il Natale più difficile di sempre». Il fondatore di Reggio Città Aperta non risparmia una bordata alla giunta: «Biasimo l'atteggiamento tenuto dai nostri amministratori nei confronti dei cosiddetti diritti acquisiti dato che l'attuale sindaco, quello che oggi sbandiera l'arresto del consumo di suolo, li ha concessi a suo tempo come capogruppo. Non lancerò dunque questo accorato appello a Vecchi».
Fantuzzi cerca una più solida sponda nel Vescovo in nome dell'ecologia integrale proclamata dall'enciclica Laudato sì. Quindi suggerisce a Camisasca un altro modo di mettere in atto il suo «encomiabile impegno nei confronti dei poveri e dei senza casa»: «La nostra città ha quasi diecimila appartamenti vuoti. Non occorre costruirne altri, ma mettere a disposizione i tanti, troppi, che già ci sono».
Reggio Emilia in Comune (Rec) invece polemizza direttamente con il vicesindaco Alex Pratissoli, che, a suo parere, «se ne lava le mani» opponendo alle contestazioni l'inviolabilità dei diritti acquisiti dai proprietari dell'area. «Se è vero – argomentano – che siamo in uno stato di emergenza climatica, non possiamo nasconderci dietro giustificazioni come quelle fornite dall’assessore. L’emergenza è qui ed ora. Non concede deroghe in vista di concessioni edilizie già accordate o della proprietà dei terreni». Anche Rec, citando l'enciclica, chiede al Vescovo di rinunciare a «questa nuova edificazione su terreno vergine». Avanza poi una proposta specifica alla giunta in nome della proclamata svolta verde: «Chiediamo al Comune di rinunciare alla costruzione del parcheggio scambiatore previsto e di rendersi disponibile ad acquisire il terreno in oggetto dagli attuali proprietari». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
