Blitz della destra al Foscato Via Tito “diventa” via Cossetto
Dopo lo stop alla titolazione, in azione gli attivisti del Movimento Nazionale Il cartello rimosso da militanti comunisti. Nuova interrogazione alla Camera
REGGIO EMILIA
E adesso via Tito “diventa” via Norma Cossetto, con un blitz avvenuto giovedì e rivendicato dai militanti reggiani del Movimento Nazionale: «Con la nostra azione rimarchiamo come a Reggio venga negato un orrendo crimine perpetrato nei confronti di una ragazzina ed invece venga tollerata l’esistenza di una via intitolata allo stragista criminale Josip Broz Tito, colpevole di milioni di morti», afferma Gabriele Delaiti, responsabile provinciale. Non accenna a placarsi l’ondata di polemiche dopo la decisione della commissione toponomastica comunale di bloccare la titolazione di una via a Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa nell’ottobre 1943 da partigiani jugoslavi a 23 anni, in quello che all’epoca era Italia e oggi è Croazia. Alcune settimane fa il consiglio comunale aveva approvato (con l’astensione di molti consiglieri Pd e l’assenza di altri) la mozione presentata dal consigliere del gruppo misto Cristian Panarari perché in città venisse intitolata alla Cossetto una strada o un parco. Ma il 27 ottobre la Commissione toponomastica ha bloccato la delibera, richiedendo ulteriori approfondimenti. La pratica è stata sospesa, in attesa di un’ulteriore istruttoria. Ma nel frattempo il caso ha sollevato un polverone politico, mettendo nel mirino soprattutto il presidente di Istoreco e membro della commissione, Massimo Storchi. E finendo anche al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dai senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ed Enrico Aimi. Adesso il blitz notturno: «Questa pseudo-commissione, formata tra l’altro anche da personaggi decisamente discutibili, deve essere rimossa e sostituita nel più breve tempo possibile», aggiunge Delaiti. A denunciare l’episodio è Alessandro Fontanesi, ex segretario provinciale dei Comunisti Italiani. «I “soliti ignoti” revisionisti neo e post fascisti hanno pensato di lordare le vie del Foscato, con il solito rituale scaduto e scadente, coprendo con una velina il nome di via Tito. Un penoso copione che si ripropone ormai in maniera ridicola e lo sciatto delirio contro la Resistenza e i partigiani. Da giorni i medesimi si lagnano perché finalmente è stato smascherato il falso della vicenda di Norma Cossetto e non ci sarà nessuna via nella città Medaglia d’oro per la Resistenza che porterà il nome di un presunto “martire” fascista». Il cartello è stato rimosso ad opera proprio di un gruppo di persone di sinistra.
Sulla mancata intitolazione sono intervenuti anche l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che chiede rispetto per la morte della studentessa, e il parlamentare Fdi Galeazzo Bignami, che annuncia una nuova interrogazione: «Non ci aspettavamo nulla di diverso dal comune “rosso” per eccellenza, ma non possiamo permettere che ciò accada. La notizia del blocco rappresenta un vero e proprio schiaffo ai Martiri delle Foibe e ai loro familiari, costretti a subire un altro dolore». —
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