Il vicesindaco Pratissoli «Progetto presentato ben undici anni fa»
L’assessore alla Rigenerazione urbana sul caso sollevato dagli ambientalisti «Cancellati 2,4 milioni di mq urbanizzabili, ma ci sono convenzioni non scadute»
REGGIO EMILIA
«Il Piano Ta7 risale al Piano regolatore generale 2001 ed è stato presentato ben 11 anni fa. Nulla ha assunto in termini di nuove previsioni urbanistiche né il Piano Strutturale Comunale né tantomeno questa amministrazione che, lo ricordo, non ha approvato nessun piano urbanistico attuativo residenziale né in questa consigliatura né in quella precedente. E ha deciso di non avvalersi della delibera di indirizzo per programmare previsioni di Piano Strutturale Comunale non inserite in Piano Operativo Comunale al fine di accelerare il percorso di assunzione del Piano urbanistico Generale». Usa un linguaggio tecnico. Ma la sostanza è che l’intervento alle Querce non sembra imminente, nonostante il progetto sia convenzionato (e quindi non considerato “scaduto” come l’intervento edilizio di via Luxemburg, al centro di un ricorso presentato al Tar). Così il vicesindaco e assessore alla Rigenerazione urbana, Alex Pratissoli, interviene sull’appello rivolto al vescovo dagli ambientalisti in relazione al piano particolareggiato dell'area di 150 mila metri quadri situata a sud del Conad Le Querce, fra le vie Francia, Inghilterra e Unione Sovietica.
«Negli ultimi cinque anni sono stati cancellati oltre 2 milioni e 400.000 metri quadri di aree potenzialmente urbanizzabili in territorio agricolo, corrispondenti a 3.400 alloggi e 46.000 mq di superficie di vendita e riconvertiti a corridoi ecologici oltre 2 milioni e 180.000 metri quadri - aggiunge Pratissoli – . Non come spot elettorale, ma come chiara scelta di pianificazione con il duplice obiettivo di ridurre il consumo di suolo e favorire la rigenerazione urbana che oggi corrisponde ad oltre il 96% degli interventi edilizi».
Per il vicesindaco, si tratta di «scelte di pianificazione generale a cui hanno fatto seguito anche importanti ricorsi da parte di soggetti privati a testimonianza che è falsa l'affermazione che le varianti in riduzione sono una semplice conseguenza della difficoltà di pagare l'Imu». Proprio nei giorni scorsi, sul tema dell’edilizia, l’amministrazione ha presentato il nuovo Pug: «Il nuovo Piano Urbanistico Generale – spiega il vicesindaco – in fase di elaborazione, avrà il compito di accelerare ulteriormente questo processo cancellando tutte le previsioni di espansione, non convenzionate, fuori dal territorio urbanizzato che corrisponderanno ad una ulteriore riduzione di circa 5 milioni di metri quadrati di aree potenzialmente urbanizzabili, pari a 3.800 alloggi e 50.000 metri quadrati di superficie di vendita. Il superamento di “diritti edificatori”, più o meno esplicitati, consentirà finalmente di alleggerire la pianificazione urbanistica dalla pesante eredità frutto di dinamiche espansive tipiche dei primi anni del 2000, a cui fa riferimento anche il piano in questione, non più attuali in una logica di sviluppo che deve disaccoppiare il binomio crescita e consumo».
Ma non tutti gli interventi edilizi saranno cancellati: «A maggior ragione in una fase così delicata è fondamentale, tuttavia, la massima chiarezza di informazione: il Pug deve infatti fare i conti con convenzioni urbanistiche stipulate nel passato della durata di oltre 13 anni, non ancora scadute, che pesano per oltre 730 alloggi sulla città su cui solo la decadenza della convenzione stessa può consentirci di rivedere la previsione originale, come del resto abbiamo già fatto in altre aree del comune non approvate entro il termine di scadenza del Poc. Questo non rappresenta affatto un controsenso all’operato dell’amministrazione bensì il frutto di scelte appartenenti ad un differente momento storico per i nostri territori che progressivamente ed in maniera concreta stiamo affrontando e superando». —
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