In arrivo per il commercio 100.000 euro dal Comune
Rubiera, è la cifra stanziata per i ristori di quelle attività che hanno subìto la chiusura forzata a causa del Covid e il taglio del fatturato
RUBIERA. Centomila euro a fondo perduto per quelle attività commerciali, ambulanti compresi, colpi dalle chiusure obbligate dall’emergenza Coronavirus. È il bando, pubblicato ieri, del Comune valido a partire dal 7 dicembre e con richieste ammissibili fino al 15 gennaio, che farà tirare un sospiro di sollievo ad almeno duecento attività del paese. «I contributi – spiega il sindaco Emanuele Cavallaro – andranno dai 200 agli 800 euro a seconda del calo di fatturato e di altri contributi statali o regionali eventualmente ricevuti». In pratica chi avrà subito causa stop dell’attività, un calo di fatturato (calcolato dal primo gennaio 2020 fino a settembre 2020, rispetto allo steso periodo dall’anno precedente) pari o minore al 20% potrà avere 200 euro (nulla se avrà usufruito di altri ristori); chi invece ha avuto una flessione tra il 20 e il 50% potrà ricevere 400 euro (200 in caso di latri contributi); tra il 50 e l’80% l’aiuto sarà di 600 euro (300 se ha usufruito di altri bonus o ristori); oltre 80% del fatturato la somma è di 800 euro (400 in caso di altri bonus).
«Non si tratta – spiega Cavallaro – dei miliardi che può stanziare il governo, ma è tutto quello che si poteva fare localmente». Il via libera è arrivato dal consiglio comunale nei giorni scorsi con l’ultima variazione di Bilancio.
Potranno fare richiesta del contributo le micro e le piccole imprese del commercio, dell’artigianato e dei servizi alla persona, ovvero bar, ristoranti, gelaterie, negozi di vicinato (non alimentari), media strutture di vendita, pizzerie, kebab e rosticcerie, acconciatori, estetisti e tatuatori ma anche spettacoli viagianti, taxi, agenzie di viaggio e agenzie di affari. L’importante è che la sede dell’attività sia a Rubiera. Cavallaro annuncia anche l’arrivo, ben presto di circa 30.000 euro per le società sportive e altri 3.000 circa per le realtà culturali del paese. Già in distribuzione, invece i 104.000 euro di buoni spesa (il 25% a carico del Comune) per le famiglie in difficoltà. «Complessivamente – conclude Cavallaro – abbiamo messo a disposizione 237.000 euro».
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