Mentre l’Emilia ritorna in zona gialla calano in ospedale i posti letto Covid
Ieri il bilancio settimanale dell’Ausl: «Sono più le dimissioni dei ricoveri ma basta poco per invertire il calo della curva»
REGGIO EMILIA
La pressione del Covid si allenta. Da un lato da domani l’Emilia Romagna torna a essere in zona gialla e dall’altro ai vertici dell’Ausl reggiana aleggia un “cauto ottimismo” sull’andamento dell’emergenza sanitaria, nonostante venga sottolineato che «basta poco per invertire il calo della curva epidermica”. Lo scenario è comunque in parte cambiato e dall’ipotesi adombrata di creare a Reggio un ospedale da campo si è passati alla convinzione di essersi lasciati alle spalle il picco dei ricoveri di metà novembre.
Un cambio di prospettiva che si è concretizzato con l’avvio del percorso di riconversione di parte dei letti Covid per essere destinati a pazienti affetti da altre patologie, dove la pressione resta elevata in tutti i comparti. Nel corso dell’appuntamento settimanale per fare il punto della situazione sull’organizzazione della diagnostica e dell’assistenza ai pazienti Covid, i vertici dell’Ausl reggiana confermano «il cauto ottimismo della scorsa settimana» corroborato dal fatto che «da circa una settimana si assiste a una diminuzione delle richieste di assistenza sul territorio e negli ospedali, dove sono più le dimissioni dei ricoveri, al calo delle richieste di effettuare i tamponi da parte dei medici di medicina generale, a una contrazione dell’attività degli ambulatori e più in generale a una diminuzione della pressione sulla strutture sanitarie», ha spiegato la direttrice generale dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi.
Il direttore sanitario Nicoletta Natalini, il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi e la stessa Marchesi hanno fornito i dati relativi all’ultima settimana dai quali emerge il calo della percentuale degli accessi Covid in tutti i pronto soccorsi reggiani passando dal 20 al 12%.
Il numero medio di accessi giornalieri è stato di 257 (in linea con i 270 registrati nella scorsa settimana) e con 31 pazienti Covid al giorno ricoverati rispetto ai 52 fatti registrare nelle prime settimane di novembre. Un sensibile calo rispetto a quattro settimane orsono quando la percentuale era al 45%.
Il 24 novembre scorso i letti occupati erano 367 su un totale di 462 disponibili. Oggi i posti letto disponibili sono 440 (22 in meno) e i ricoverati 302 (65 in meno rispetto al 24 novembre). Una situazione che ha fatto scattare la riconversione dei posti letto. Una operazione che, ha sottolineato il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi, «è stata portata avanti in maniera prudente». Un percorso che dalla prossima settimana coinvolgerà anche gli ospedali di Guastalla e Correggio. Ad oggi al Santa Maria Nuova sono stati riconvertiti 20 letti nel Reparto di Medicina II e altrettanto avverrà per 20 letti nel Reparto di Lungodegenza e 8 letti del Blocco operatorio del 5° piano. Con l’obiettivo, ha sottolineato Cristina Marchesi, «di dare quello che serve anche ai malati no Covid».
Diminuisce il numero di ricoverati in terapia intensiva. Ieri sui 28 letti disponibili a Reggio quelli occupati erano 23 (16 Covid e 7 non Covid), mentre a Guastalla i letti occupati erano 7 su 10 e 3 a Castelnovo Monti (no Covid) per un totale di 33 letti occupati su 38.
In calo le richieste di tamponi da parte dai medici di medicina generale. Ieri sono state 210, molto meno rispetto alle scorse settimane quando si viaggiava intorno ai 610.
Dimezzati i pazienti inviati al cosiddetto “Ambucovid”, (la struttura riservata a chi ha sintomi, ma non tali da richiedere il ricovero in ospedale). Nelle ultime due settimane i pazienti sono passati da 140 a 67, in forte calo rispetto ai 346 fatti registrare in precedenza. Calano anche gli interventi delle Usca passati dai 365 interventi settimanali ai 237 attuali, fermo restando l’elevata attenzione che viene riservata alle Rsa.
L’invio di Sms a tutti i soggetti in quarantena è iniziato e i primi risultati sono positivi con una risposta dei cittadini di circa il 70%. Questo sistema, ha spiegato Nicoletta Natalini, «consente di incidere sulla durata dell’isolamento e del rilascio del certificato medico di fine quarantena». Infine l'autosorveglianza ha consentito all’Ausl di effettuare i tamponi più rapidamente e di ridurre da 13 a 10mila le persone attualmente in quarantena nella nostra provincia. —
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