Su 27.000 degenti nelle Rsa sono 1.821 i casi positivi
La Regione stanzia 32 milioni a favore delle strutture residenziali accreditate per sostenerle nel momento dell’emergenza pandemica
REGGIO EMILIA
In Emilia Romagna sono 1.821 i positivi su 27mila degenti nelle Rsa. E le strutture con almeno un caso Covid sono 169 su un totale di 1.428: sono i dati, che fotografano la situazione attuale, forniti ieri in videoconferenza stampa dall’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, nel presentare un pacchetto di risorse alle strutture per anziani e persone con disabilità. Per quanto riguarda i contagi degli operatori sanitari che lavorano nelle Rsa non c’è un dato completo, «sono alcune centinaia, tra strutture per anziani e ospedali», ha precisato l’assessore.
Passando al pacchetto di risorse, si tratta di uno stanziamento di 32 milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna a favore di strutture residenziali accreditate che si prendono cura di anziani e persone con disabilità per sostenerle in un momento in cui l'emergenza pandemica ne sta mettendo a rischio la stessa operatività quotidiana. Un sistema di welfare nel quale lavorano migliaia di addetti e addette. Il piano è stato presentato oltre che da Donini, dalla vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein. Si tratta di fondi per la copertura di spese vive - a partire da quelle per il personale fino all'acquisto dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori stessi - che la Regione mette a disposizione nella «consapevolezza condivisa con i gestori di dover varare la riforma del sistema di cura e assistenza in questo campo, in primo luogo con l'innalzamento degli standard qualitativi dei servizi forniti da chi affianca il sistema socio-sanitario pubblico, non appena sarà passata l'attuale fase di crisi». I provvedimenti assunti –- formalizzati da due atti di Giunta – vanno in tre direzioni. Il primo è l'adeguamento delle tariffe relative ai servizi accreditati (finanziato con 7 milioni), a tutela dei lavoratori, per permettere ai gestori di liquidare al personale dipendente gli aumenti stipendiali definiti dai contratti di lavoro. «Siamo orgogliosi – dicono Schlein e Donini – di essere la prima Regione in Italia che durante la pandemia applica gli aumenti contrattuali ai gestori». Secondo tassello la fornitura di dispositivi di protezione individuale o l'assegnazione di un contributo per l'acquisto in auto-approvvigionamento. Infine il riconoscimento della quota socio-sanitaria dei posti accreditati anche se non occupati durante la pandemia, per evitare la chiusura delle strutture a causa dei costi comunque sostenuti.
Si è parlato poi di tamponi: «I tamponi rapidi funzionano, da noi sono stati testati – ha detto Donini – tanto che come Commissione salute in Conferenza delle Regioni abbiamo chiesto in modo unanime al governo di riconoscere la positività da Covid di un tampone rapido come positività da Covid, perchè al 100% i nostri laboratoristi dicono che coincidono, almeno la positività». —
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