Tav a Parma, adesso la Lega ci riprova
Dopo la bocciatura dell’estate scorsa, presentato in commissione un nuovo emendamento della parlamentare Cavandoli
REGGIO EMILIA
Parma torna a chiedere una sua fermata dei treni dell’alta velocità nei pressi del polo fieristico. A rinnovare la proposta, già bocciata quest’estate, è ancora la deputata parmigiana della Lega, Laura Cavandoli, che giovedì ha presentato in commissione Bilancio alla Camera un nuovo emendamento al “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021” (e al bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023), per dare gambe alla realizzazione dell’opera. Si tratta dell’emendamento 124.08, e prevede lo stanziamento di tre milioni (lo scorso giugno si parlava di cinque in due anni, ndr) per «il progetto di fattibilità tecnica ed economica e del progetto definitivo delle opere da eseguire per la realizzazione di una stazione in linea sulla linea ferroviaria alta velocità a Parma, in località Baganzola».
Cavandoli, con un secondo emendamento (il 124.09), chiede inoltre di «autorizzare la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2021 e di 20 milioni di euro per l’anno 2022 per gli interventi di raddoppio selettivo della linea ferroviaria pontremolese (Parma-La Spezia)».
Ma venerdì in commissione bilancio la richiesta è stata bocciata: «A seguito di un ulteriore approfondimento sono da considerare inammissibili ulteriori emendamenti in quanto recanti disposizioni che riguardano singole opere, analogamente ad altre proposte emendative già dichiarate inammissibili a prescindere dalla loro valenza». E tra queste proposte c'è quella di Cavandoli e una identica di Andrea Orlando (Pd) sulla pontremolese Tav.
La questione della fermata ducale dei treni veloci aveva la scorsa estate riacceso le tensioni tra Reggio e Parma, dove l’operazione era sembrata quasi sul punto di decollare, dopo le aperture arrivate da Regione e Ministero delle Infrastrutture e perfino un incontro in videoconferenza tra il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e i suoi tecnici e lo staff del ministro Paola De Micheli con esponenti di Rfi. Fatti visti con cauto sospetto a Reggio Emilia dove una nuova fermata dei treni veloci avrebbe vanificato gli sforzi – che proseguono tutt'ora – per valorizzare la stazione Mediopadana, l’unica in linea tra Milano e Bologna dell’Alta Velocità, inaugurata nel 2013 a firma dell’archistar Santiago Calatrava.
A giugno dunque l’emendamento leghista (prima firmataria Cavandoli) aveva incassato la bocciatura in commissione perché privo di copertura finanziaria. Ma un mese più tardi, il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli ha confermato proprio a Reggio Emilia che lo studio di fattibilità si sarebbe fatto, esprimendo però pesanti riserve sul fatto che la nuova infrastruttura possa essere effettivamente realizzata. Il Comune di Parma, dal canto suo, aveva ribadito che la stazione nei pressi delle fiere «non vuole essere alternativa alla Mediopadana ma in rafforzo ad essa», ritenendo il progetto strategico per la città. —
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