Gazzetta di Reggio

Reggio

l’associazione “Mattone su mattone” 

«Ci parlano di via Emilia bis ma intanto la gente muore»

Am.P

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REGGIO EMILIA

Una manifestazione per ricordare il piccolo Youness Lakhdar e le numerose vite perse – che saranno simboleggiate da nastri rossi – sulla via Emilia, nonché «per sensibilizzare i cittadini e soprattutto sollecitare l’amministrazione comunale a prendere provvedimenti e a spezzare l’immobilismo che, da decenni, contraddistingue le tre frazioni di Cella, Cadè e Gaida». È l’iniziativa pubblica – nel rispetto delle misure anti Covid di distanziamento sociale – annunciata per per martedì 8 dicembre da Maria Cristina Guarnieri, vicepresidente (il presidente è Alberto Sassi) dell’associazione “Mattone su Mattone”. L’appuntamento sarà alle 11.15 nella piazzetta sotto al sovrappasso di Cella, dove dopo alcuni interventi verranno lasciati striscioni e nastri rossi in prossimità del punto dove è stato travolto Youness. L’associazione territoriale di Reggio Est, attiva nelle frazioni, è nata dopo il sisma del 2012 con finalità educative e di promozione culturale, attivandosi per far rivivere teatri e doposcuola; per ultimo, ha seguito il progetto Freccia Azzurra a Cella. «Da sempre abbiamo sollevato la questione della via Emilia come elemento non solo di rischio, ma anche di limite spaventoso alla vita della comunità – spiega Guarnieri –. L’arteria ad alta percorrenza che taglia in due l’abitato incide soprattutto su chi si muove a piedi, in bici e con i mezzi pubblici: vale a dire bambini, studenti e anziani, che sono proprio le categorie che vivono maggiormente la frazione perché gli adulti sono al lavoro. Non è solo una questione di traffico e di inquinamento, che da soli basterebbero: la viabilità attuale è un impedimento alla vita di comunità, sulla quale le amministrazioni insistono molto, senza però intervenire per mitigare l’infrastruttura». Secondo la vicepresidente. la priorità è limitare la velocità delle auto. «Anche negli orari non di punta gli automobilisti vanno troppo forte per un centro abitato. In altre zone sono stati installati autovelox o spartitraffico: ad esempio a Canali, oltre alla bretella che bypassa la frazione, sono stati eseguiti dei lavori per contenere la velocità. Invece noi abitanti di Cella ci sentiamo dimenticati».

Il risultato è la serie infinita di incidenti, mortali o con conseguenze terribili («ricordo la studentessa della superiori che sei anni fa è stata travolta sulle strisce pedonali, sopravvivendo ma andando in coma, e l’elenco sarebbe lungo»), che negli ultimi anni si sono succeduti a Cella e dintorni.

«Gli episodi sono stati troppi. Appena appreso della morte del dodicenne, venerdì sera, la nostra associazione ha inviato subito una lettera al sindaco Luca Vecchi e all’assessore Daniele Marchi per esprimere tutta la nostra amarezza e per ricordare i nostri ripetuti appelli. Ogni nuova giunta con la quale interloquiamo su questo tema parla della via Emilia bis: va bene, ottimo progetto, ma nel frattempo si può pensare a intervenire sull’esistente?». —

Am.P

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