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«La mozione sui diritti civili per il sindaco è “ovvia”»

«La mozione sui diritti civili per il sindaco è “ovvia”»

Bagarre tra opposizione e maggioranza sulla bocciatura del documento Paoli: «D’accordo sui principi, ma non ci facciamo dettare la linea»

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Maggioranza e opposizione di nuovo ai ferri corti e questa volta sui temi dei diritti civile e della discriminazione. La lista di minoranza “SiamoBagnolo” denuncia la bocciatura di una mozione presentata in consiglio comunale il 13 novembre scorso sulla tutela «delle fasce più fragili – spiegano – in particolare donne, immigrati, diversamente abili, omo-transesuali. Mozione bocciate dalla maggioranza di centro-destra nonostante l’astensione al loro interno di tre consiglieri».

«La mozione – spiega la consigliera di SiamoBagnolo Elsa Malaguti – proponeva di estendere il campo dei luoghi a rischio violenza non solo alla famiglia, ma anche ai luoghi di lavoro (mobbing), alla scuola (bullismo) e alle società sportive e invitava l’amministrazione a coinvolgere il Centro giovani e l’istituto comprensivo in un’ottica di rete». «Sostenuta da tutte le minoranze, la mozione si è però infranta – prosegue Malaguti – contro il “muro” della maggioranza e del sindaco Gianluca Paoli che in prima persona, affiancando il parere del capogruppo Marco Artioli, ha bocciato il testo definendo le richieste “ovvie”, ininfluenti e pertanto non interessanti». Malaguti definisce la bocciatura «una bruttissima figura su un tema che invece dovrebbe raccogliere unità di intenti e compattezza, non indifferenza se non addirittura fastidio». A sostegno della consigliere di opposizione è intervenuta anche la segretaria provinciale ad interim Gigliola Venturini. «Una vera allergia al tema dei diritti – ha commentato – una visione distorta della realtà, una conclamata incapacità di rapportarsi con temi generali, accampando ragioni di estraneità locale e amministrativa e che invece identificano la cultura di un Paese e delle sue comunità. Un avvertimento per tutte le cittadine e i cittadini di Bagnolo». Insomma, una situazione incandescente che il sindaco Paoli non prova nemmeno a smorzare.

«È evidente che la maggioranza ha a cuore i temi dei diritti civili. È evidente perché – spiega il sindaco – il nostro programma che per inciso ha convinto i cittadini che lo hanno votato portandoci alla vittoria, è intriso di temi sociali e di tutele effettive per le frange deboli della collettività, siano esse donne, disabili, violenza di genere e quanto altro. E lo abbiamo detto anche in Consiglio: sui principi siamo d’accordo, ma è sul metodo che obiettiamo». Il metodo del quale parla Paoli riguarda la richiesta dell’opposizione di inserire del Documento unico di programmazione, delle modifiche riguardanti alcune diciture, appunto, sui temi sociali.

«Ed è qui – prosegue il sindaco – che ci siamo trovati in disaccordo: non si può modificare il principale documento politico che programma l’attività amministrativa dell’anno, seguendo le indicazioni dell’opposizione perché la maggioranza non si fa dettare la linea. Ciò che la maggioranza, al cui interno esistono una pluralità di sensibilità, da qui le tre astensioni, fa ogni giorno per il sociale è scritto negli atti. E voglio rassicurare l’opposizione che continuerà a farlo contro la discriminazioni, la violenza di genere e con politiche di inclusioni. Tutto questo è già presente nel programma elettorale».

Paoli un passaggio lo dedica all’etichetta affibbiata dall’opposizione alla maggioranza. «Definirci di centro destra – afferma Paoli – è solo un tentativo strumentale di connotare una vera lista civica al cui interno coesistono molto anime. Inoltre se siamo riusciti a vincere le lezioni è perché siamo stati votati dalla sinistra come dai 5 Stelle. Elettori che hanno valutato la serietà delle persone e del programma e non l’appartenenza a partiti». —

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