Gazzetta di Reggio

Reggio

«La pandemia grava sulle donne la lotta continua»

«La pandemia grava sulle donne la lotta continua»

“non una di meno” dopo il 25 novembre 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Il 25 novembre è ormai solo un ricordo, ma questo non significa che non ci si debba più battere per contrastare la violenza sulle donne.

È il messaggio dell’associazione “Non una di meno” che continua a impegnarsi attivamente per sensibilizzare la popolazione e, soprattutto, far sentire meno sole le vittime. «Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!», avevano dichiarato – con megafoni e cartelli – le attiviste dell’associazione in piazza Prampolini, lo scorso 25 novembre. «Lo scenario era spettrale e gelido – ricorda Carla Ruffini – ma le tante donne e uomini presenti lo hanno riscaldato con gesti, parole, grida di dolore e insieme di rivolta, testimoniando una volontà di lotta mai spenta». Durante il presidio le attiviste dell’associazione sono state protagoniste del flashmob “Urlo muto”, una performance realizzata anche lo scorso anno a Roma: «Un momento liberatorio – spiega Carla Ruffini – che ha dato sfogo alla rabbia collettiva. Il microfono aperto, infatti, ha permesso a chiunque di far sentire la propria voce contro la violenza patriarcale, una piaga ulcerante che condiziona le nostre vite e quelle di tantissime altre soggettività “non conformi”». E chi non è riuscito ad andare in piazza si è comunque fatto sentire grazie alle campagne lanciate sui social.

L’obiettivo dell’associazione, ora, è mantenere alta la tensione: «Organizzando “incursioni” in città per lasciare segni e messaggi a chi ha pesanti responsabilità nella gestione di questa crisi – afferma Ruffini – da Confindustria e altri protagonisti dell’oppressione economica che grava su di noi, ai soggetti politici e istituzionali che perpetuano sistemi di potere fortemente permeati di patriarcato e sessismo». Un aumento vertiginoso di stupri, femminicidi, violenze domestiche e omolesbobitransfobiche ha segnato i mesi di questa pandemia: «Le azioni di lotta di “Non una di meno” si propongono di stanare tutte le forme di violenza, anche quelle meno evidenti, mostrandone la natura sistemica e strutturale e le connessioni con le altre forme di oppressione, discriminazione e sfruttamento, che oggi appaiono ancor più violente in ragione della riorganizzazione della società capitalistica e patriarcale a cui stiamo assistendo, nella e attraverso la crisi pandemica in corso». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google