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Morte di Youness, indagato l’autista Perizia sulla dinamica, disposta l’autopsia

ambra prati tiziano soresina
Morte di Youness, indagato l’autista Perizia sulla dinamica, disposta l’autopsia

Al conducente 34enne ritirata la patente, il camioncino viaggiava a Cella oltre il limite di velocità. Sentito un testimone

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«Stiamo proseguendo l’attività di indagine per fornire al magistrato di turno, cioè il sostituto procuratore Valentina Salvi che ci ha chiesto di inviare i verbali in tempi celeri, tutti gli elementi utili sull’incidente mortale costato la vita al dodicenne Youness Lakhdar. Al comando di via Brigata Reggio i miei uomini hanno ascoltato, come persona informata dei fatti, un testimone che si trovava sul luogo dell’impatto, ma è da stabilire se il teste può rappresentare una chiave di svolta dell’inchiesta o se ha visto il fatto avvenuto, cioè quando il ragazzino si trovava già a terra».

È prudente il comandante della polizia locale di Reggio, Stefano Poma. Sulla dinamica della tragedia sulla via Emilia poco trapela, se non che gli eventuali testimoni scarseggiano e che si sta cercando di stabilire se il ragazzino camminava regolarmente a bordo strada o se abbia scartato all’improvviso muovendosi in modo imprevedibile. «Stiamo ancora lavorando. Se fossero attive le telecamere avremmo un quadro preciso, ma purtroppo quel tratto di via Emilia non è coperto e al momento abbiamo la versione unilaterale del conducente del veicolo».

Quest’ultimo, un uomo 34enne al volante di un camioncino da lavoro, è stato indagato – a piede libero – per il reato di omicidio stradale, com’è di prassi in questi casi. «Posso dire che il guidatore è stato sottoposto agli esami del sangue, che hanno dato un esito negativo». Da parte sua il comandante ci tiene a sottolineare che l’intero comando è concentrato sul caso di Youness. Gli agenti hanno toccato con mano la disperazione dei genitori: venerdì il padre si è trattenuto al comando, prima di essere accompagnato insieme alla moglie alle camere mortuarie dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove il piccolo è arrivato senza vita e dove viene conservata la salma in attesa dell’autopsia che nelle prossime ore verrà disposta dal magistrato. Il rito del riconoscimento da parte dei genitori è avvenuto in un clima straziante. «Tragedie come questa lasciano scossi tutti gli operatori – conclude il comandante Poma – sia gli agenti che intervengono sul posto sia i colleghi che interagiscono con le persone coinvolte. Se ad essere spezzata è la vita di un bambino di 12 anni, è inevitabile che rimanga il segno. L’intero corpo è vicino alla famiglia del piccolo».

Tornando alle investigazioni, al conducente del mezzo è stata ritirata la patente e se non guidava in stato alterato (come ha chiarito il test tossicologico, nè alcol nè droghe nel suo sangue), avrebbe comunque percorso quel tratto di via Emilia, a Cella, superando il limite di velocità dei 50 chilometri orari. Restano le incertezze sulla dinamica dell’incidente, quindi l’esame autoptico sul cadavere potrebbe dare qualche spiegazione su come sia maturata la morte del dodicenne. Nel gergo freddo della certificazione medica, i politraumi riportati nell’impatto non hanno lasciato scampo al ragazzino. Perché il guidatore non è riuscito ad evitare d’investire Youness? C’è di mezzo una fatale distrazione del conducente o dello stesso studente? Troppi dubbi, il magistrato è orientato anche a chiedere una perizia cinematica.

Nel punto dell’incidente c’è il marciapiede e il dodicenne era giunto fin lì a piedi, facendo un percorso completamente diverso da quello che solitamente faceva dalla scuola (le Medie Galilei di Cavriago) a casa, dove per qualche motivo aveva deciso di non tornare quel giorno dopo le lezioni. Gli inquirenti vogliono ora capire perché Youness si trovasse lì, a Cella. —

ambra prati

tiziano soresina

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