Nel 2020 a Reggio e provincia oltre 42mila interventi del 118
I dati vanno dal 1° gennaio al 30 novembre, il 37,7% dei casi è un “codice giallo” Dalla Regione altri 39 milioni per potenziare il servizio in tutta l’Emilia-Romagna
REGGIO EMILIA
In un 2020 segnato dalla pandemia sono stati 42.388 gli interventi di emergenza effettuati dal 118 a Reggio Emilia, di cui il 37,7% codici gialli, il 15,6% codici rossi e il 46,3% codici verdi.
A livello regionale (sempre considerando il periodo tra il 1° gennaio e il 30 novembre) il dato supera quota 400mila: gli interventi sono stati precisamente 403.269 da Piacenza a Rimini. E dalla Regione si conferma il sostegno a un servizio, quello per il soccorso rapido su ambulanza o elicottero, fondamentale per i cittadini e i territori: una delibera di giunta approvata nell’ultima seduta stanzia infatti quasi 39 milioni di euro (38.971.975) per sostenere e potenziare il servizio di emergenza.
l’investimento della Regione
Una cifra, comunque in aumento rispetto allo scorso anno, che va a coprire tutti gli aspetti e le funzionalità del 118, dalla rete radio (per cui sono a disposizione 2,3 milioni di euro) alla rete telefonica (2,4 milioni), dall’elisoccorso (17,3 milioni) alle centrali operative (8,2 milioni), e che comprende anche i costi di gestione (4,5 milioni) e le integrazioni tecnologiche (1,9 milioni).
Mediamente oltre 1.200 al giorno, dunque, gli interventi effettuati nei primi 11 mesi del 2020. Sul totale, nel 43% dei casi si è trattato di codici gialli (cioè situazioni che richiedono un intervento urgente), per il 20% di codici rossi (vere e proprie emergenze). Per quanto riguarda i motivi del soccorso, nei mesi precedenti all’emergenza Covid e durante l’estate i traumi sono stati la principale causa, seguiti dalle patologie cardiache e da quelle respiratorie, mentre nel primo periodo del lockdown le patologie infettive (quindi il Covid) hanno richiesto oltre il 70% degli interventi.
«L’impegno di tutto il personale del 118, da chi si occupa di gestire le richieste di intervento a chi guida gli elicotteri – afferma Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute – è stato a dir poco fondamentale per la tenuta del nostro sistema sanitario durante quest’anno di pandemia. Donne e uomini che hanno visto il proprio lavoro stravolto durante la prima ondata, quando combattevamo un nemico sconosciuto e le chiamate in una giornata sono arrivate a decuplicarsi, ma hanno saputo reagire prontamente e in maniera efficace, e allo stesso tempo hanno continuato ad occuparsi di ogni altra patologia, perché dobbiamo ricordarci sempre che tutta la sanità non si è mai fermata. Continuare a finanziare con risorse certe e adeguate alle esigenze il servizio di emergenza, anche per potenziarlo da un punto di vista tecnologico – conclude Donini – è il nostro modo di garantire a tutti gli emiliano-romagnoli che c’è sempre qualcuno pronto a correre in loro soccorso».
I numeri
Sul totale regionale dei 403.269 interventi di emergenza del 118 dal 1° gennaio al 30 novembre 2020, il mese più critico è stato marzo, con 43.068 interventi, mentre al contrario aprile è stato il periodo con meno emergenze, 32.060.
A riprova di come il Covid-19 abbia influito sull’attività del servizio, a marzo si registra un aumento di interventi del 10,5% rispetto al 2019. Invece ad aprile, in pieno lockdown, gli interventi sono diminuiti dell’11,1%, a maggio del 13,3% e a giugno del 14,8%, per poi tornare ad agosto a superare i dati 2019. —
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