Prostituzione, assolta perché solo omonima di una maitresse cinese
reggio emilia
Al telefono viene intercettato il nome e cognome di quella che gli inquirenti ritengono la maitresse cinese di un “giro” di prostituzione con al centro un appartamento in viale Simonazzi.
Una ricostruzione minuziosa da parte degli investigatori, perché questa donna orientale non solo metteva a disposizione quella abitazione divenuta ben presto a luci rosse – perlomeno per un mese – ma era piuttosto attiva nella ricerca dei clienti con i quali teneva contatti telefonici, li indirizzava verso la casa d’appuntamenti, arrivando persino a chiedere il tipo di prestazioni sessuali a cui questi uomini miravano.
Il tutto per avere il controllo assoluto della situazione: registrazione dei clienti, verifica delle prestazioni concordate, mani sugli incassi. Almeno tre le ragazze cinesi “orchestrate” dalla maitresse, attenta anche agli orari in cui gli incontri hard dovevano avvenire. Accertamenti che hanno portato all’accusa di sfruttamento della prostituzione per questa donna.
Ma per arrivare in aula ci vorranno oltre sette anni, perché i fatti individuati dagli investigatori (l’inchiesta, più estesa, è partita da Genova) vengono collocati dall’11 giugno al 6 luglio 2013. E soprattutto l’avvocato difensore Luca Mistrorigo ha potuto dimostrare in udienza che la persona messa sotto processo – e che rischiava una pesante condanna visto il tipo di reato – non c’entra nulla con questa vicenda di prostituzione, perché solo un’omonima di quella identificata attraverso le intercettazioni, anche perché si tratta di un nome e cognome molto diffuso in Cina. —
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