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Chiuso il ponte di Sorbolo ma solo per poche ore

Andrea Vaccari
Chiuso il ponte di Sorbolo ma solo per poche ore

La piena dell’Enza nella Bassa non ha provocato disagi, ma l’attenzione è stata alta: qui la popolazione  non dimentica l’esondazione

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Andrea Vaccari

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La “pienetta” dell’Enza nella bassa reggiana è passata senza particolari conseguenze e una volta raggiunto il picco (11 metri e 10 centimetri alle 22.45 di sabato) all’idrometro di Sorbolo, il livello del torrente ha rapidamente avviato la sua decrescita. Dopo il superamento di quota 11 metri (il cosiddetto livello 3) intorno alle 20 di sabato, le prime ore di domenica sono state caratterizzate dal progressivo calo che ha proceduto di buon ritmo, tanto da raggiungere la soglia 2 nel primo pomeriggio e con la riapertura del ponte che collega le province di Reggio Emilia e Parma, avvenuta già alle 5 di mattina.

Le condizioni dell’Enza – in particolare a Lentigione, dove ogni volta che il torrente si ingrossa tornano alla mente le immagini della drammatica esondazione del 2017 – sono state costantemente monitorate dai tecnici Aipo e dai volontari di protezione civile dei gruppi di Brescello e di Novellara, che hanno tenuto sotto controllo le arginature. Per alcune ore, come previsto dal piano di protezione civile comunale, con il raggiungimento degli 11 metri a Sorbolo, il Comune di Brescello ha attivato il Coc, il Centro operativo comunale che è rimasto attivo per tutta la notte.

Il ritiro dell’Enza ha inoltre favorito l’apertura delle chiaviche: un aspetto certamente non secondario, in quanto questa piena ha creato qualche grattacapo soprattutto sul versante parmigiano (anche nella nostra provincia si sono verificate criticità in diversi canali della Bassa), dove la rete definita appunto “secondaria” ha rischiato di andare in crisi a causa delle piogge che hanno persistito sia sulla bassa che sulla città e dell’alto livello del torrente che non permetteva l’immissione dell’acqua dei canali. La buona notizia è rappresentata dal fatto che il passaggio di questa piena, come si può notare dai grafici relativi alle portate e ai livelli, è stato diverso da quelli del recente passato poiché – a differenza di quanto era avvenuto in altre circostanze, 2017 compreso – le casse di espansione hanno lavorato in maniera efficace. In tutto questo quadro il Po ha fatto da spettatore quasi passivo. Il Grande Fiume tra sabato e domenica ha visto una rapida crescita di circa un paio di metri, che all’idrometro di Boretto ha fatto raggiungere la quota massima di 2 metri e 23 centimetri alle 12.30 di ieri. Il ruolo del Po è stato quello di recettore: il suo livello e la sua portata (entrambi molto bassi, quasi da record storico negativo) hanno permesso alle acque dell’Enza di immettersi agevolmente nel corso del grande fiume e dunque di smaltire la piena con una certa rapidità.

Per quanto riguarda le previsioni dei prossimi giorni, al momento non vi sembrano essere le premesse per ulteriori incrementi importanti. È vero che da queste parti la pioggia continuerà probabilmente a cadere, ma in montagna le precipitazioni saranno in prevalenza a carattere nevoso e dunque non vi dovrebbero essere ripercussioni nell’immediato. —

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