«Diciamo no all’aula bunker in via Agosti»
Il movimento Agende Rosse: «A Parco Ottavi doveva diventare un centro di documentazione sulle mafie a Reggio
REGGIO EMILIA
«Dopo aver sollevato il problema non solo sul riutilizzo utile dell’aula simbolo di Aemilia, bensì sul silenzio che incombe come una cappa sul territorio, scopriamo che l’aula bunker verrà spostata come struttura polivalente nell’area di via Agosti, in barba ai vari proclami di riutilizzo al servizio dell'antimafia». Non è affatto piaciuta al movimento delle Agende Rosse, gruppo Rita Atria di Reggio Emilia e provincia e gruppo Mauro Rostagno di Modena, la decisione di collocare in via Agosti l’aula speciale del tribunale a Reggio Emilia, dove si sono svolte tutte le udienze del maxi processo Aemilia contro la ndrangheta.
Una decisione annunciata nei giorni scorsi, nell’ambito dell’accordo firmato con la Diocesi, che ha concesso per venticinque anni al Comune l’usufrutto della zona sportiva di via Agosti, dove ritroverà casa la Reggiana, che comprende undici campi da calcio. E dove l’aula bunker del processo Aemilia sarà collocata come risorsa polivalente: una nuova struttura di 850 metri quadrati destinata ad ospitare servizi, nuovi spogliatoi, una palestra coperta attrezzata, funzionale anche ad attività di riabilitazione e fisioterapia, attività sociali ed educative. Trasformando così l’aula processuale (costata 600mila euro) in un luogo destinato al tempo libero e allo sport.
Inizialmente, per l’aula bunker si era parlato anche in Sala Tricolore di una sua collocazione al parco Ottavi e di una funzione non solo simbolica di contrasto alle mafie, ma anche “logistica”, diventando luogo di incontri e dibattiti. Poi il cambio di decisione, che da Agende Rosse hanno appreso soltanto leggendo la Gazzetta.
«Solo poche settimane fa – spiegano dal gruppo Rita Atria di Reggio Emilia e provincia e dal gruppo Mauro Rostagno di Modena – gli annunci del ricollocamento a Parco Ottavi, uno dei simboli del fallimento della politica del cemento che doveva imporre severe riflessioni già diversi anni fa. Ma la struttura a Parco Ottavi avrebbe potuto e dovuto ospitare a detta dell’assessore Tria con delega alla Legalità un centro di documentazione sulle mafie di Reggio Emilia, oltre che luogo di incontri e assemblee per cittadini ed associazioni».
La nuova collocazione alle Agende Rosse non è affatto andata giù, «quasi a voler “restaurare” un clima di legalità apparente, a voler voltare pagina perché parlare di mafie in territori così ricchi come il nostro danneggia investimenti ed il Pil, convinti che prendere le distanze dal problema lo risolva, semplicemente lasciandolo cadere nell’oblio per poi rispolverarlo all’occorrenza, sventolando la bandierina al prossimo evento “antimafia” solo per ipocrite passerelle». —
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