Ma l’Agenzia per la mobilità frena «Poche risorse e tariffe elevate»
REGGIO EMILIA
È in corso in questi giorni una serie di incontri tra la Fita-Cna e l’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini, per discutere di come potrebbero essere utilizzati a favore delle imprese i 2 milioni di euro che la Regione metterà a bilancio nel 2021 per taxi, ncc e speriamo anche per i bus turistici. «A gennaio, con la ripresa delle scuole superiori ed una capienza massima del trasporto pubblico locale al 50% (anziché all’80% come è stato finora, ndr) ci saranno più opportunità per i privati – spiega Leonilde Montemerli, responsabile Fita-Cna Reggio Emilia, che conta 300 mezzi su 30 società associate – auspichiamo che nella provincia di Reggio siano chiamati a integrare il Tpl le imprese locali: è l’unica possibilità per le imprese di trovare uno sbocco lavorativo».
Tuttavia «non è così semplice», ha risposto a stretto giro Michele Vernaci, direttore dell’Agenzia della mobilità, impegnatissimo in una corsa contro il tempo per riorganizzare il trasporto in vista della Befana. Per la prossima settimana è fissato il tavolo con la Prefettura e una serie di frenetiche riunioni. Quella del Tpl è una partita che si gioca soprattutto a livello regionale perché finora è stata la Regione ad aprire i cordoni della borsa, supplendo alle carenze nazionali. «Ma i fondi della Regione non sono infiniti e intanto a livello locale dobbiamo approntare un piano di servizio, completo e concreto, che tenga conto delle esigenze in primo luogo delle scuole», ha precisato Vernaci, secondo il quale «non c’è stato alcun ritardo nell’organizzare il Tpl, abbiamo fatto il massimo nei limiti dati in autunno, che si sono rivelati inadeguati e che vanno rivisti. Il che significa che, se vogliamo trasportare lo stesso numero di persone, serviranno il doppio di mezzi e il doppio degli autisti».
Sul mancato utilizzo dei trasportatori privati Vernaci ha replicato così: «L’Agenzia della mobilità decide, ma se non ha i soldi per pagare i servizi aggiuntivi e se il prezzo dei privati è troppo elevato... Il trasporto pubblico si regge per il 75% sui contributi pubblici e per il 35% sulle tariffe (biglietti), che a Reggio nel 2019 sono stati pari a 8,5 milioni di euro e che quest’anno sono diminuiti considerevolmente: quindi l’equilibrio economico non c’è più. Sull’integrazione al trasporto scolastico a settembre la trattativa è stata vinta da certe ditte che si sono accontentate del compenso ridotto e che hanno scommesso sul prosieguo delle lezioni assumendo personale “a tempo”, cioè fino a giugno. A novembre è intervenuta la Regione Emilia-Romagna fornendo fondi: appena abbiamo avuto la certezza che le risorse c’erano abbiamo dato mandato a Seta di procedere con il coinvolgimento dei privati».
Tuttavia la quadratura economica del cerchio è ancora lontana, ha fatto intendere Vernaci, citando un passaggio sibillino del decreto che ha deciso trasporti aggiuntivi “compatibilmente con gli autobus disponibili”. «A gennaio i privati saranno senza dubbio coinvolti e allestiremo il piano dei trasporti di città e provincia. Ma le soluzioni sono complesse, soprattutto sull’extraurbano e sulle frazioni. Se a Cogruzzo di Castelnovo Sotto devono salire tre studenti in orari diversi dove prima passavamo con due linee ora dovremo averne quattro». —
am.p.
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