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Il Parmigiano torna sopra quota 10 euro Al marketing 26 milioni di risorse nel 2021

Enrico Lorenzo Tidona
Il Parmigiano torna sopra quota 10 euro Al marketing 26 milioni di risorse nel 2021

Il 15 dicembre assemblea sul bilancio di previsione: aumento della contribuzione per trovare sfoghi nei mercati esteri

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Il re dei formaggi torna ad essere il re del mercato. Le quotazioni del Parmigiano Reggiano sono infatti in forte risalita. Prendendo ad esempio il 12 mesi - quello che viene sostanzialmente comprato dai 10 grandi grossisti che poi lo stagionano e lo rivendono, stabilendo le sorti del mercato - si è visto in queste settimane un prezzo che ha sfondato quota 10 euro al chilo. Una soglia - anche psicologica visti i recenti timori - che inquadra il ritorno all’utile dei caseifici, molti dei quali finiti al tappeto quando la scorsa estate si era toccato il minimo delle quotazioni, crollate ben sotto gli 8 euro al chilo. Ora non sembra invece difficile intravedere nuovamente la “ricca” soglia degli 11 euro, che aveva caratterizzato l’andamento stabile del 2018, anno in cui in molti si sono affrettati a fare investimenti, venendo penalizzati poi con il crollo amplificato anche da dazi, lockdown e dal blocco delle attività di ristorazione.

Il problema però non è risolto del tutto. L’offerta continua ad essere sostenuta a causa dei costanti aumenti produttivi. Basti pensare che tra gennaio e ottobre 2020 la produzione è cresciuta del 5% rispetto al 2019 nonostante i chiari di luna sui prezzi. Ecco allora che il Consorzio si appresta a varare un piano “aggressivo” di marketing per “sfogare” la crescita produttiva. Questo si traduce in una richiesta di maggiore contribuzione da parte dei soci per raccogliere le somme necessarie all’investimento in marketing. Azione che verrà proposta alla prossima assemblea del Consorzio, fissata per il 15 dicembre. Un evento da remoto - viste le norme Covid - che prevede diversi punti all’ordine del giorno, tra cui la presentazione del bilancio preventivo 2021, l’aumento temporaneo quindi della contribuzione ordinaria 2021/2024, oltre al rinnovo del collegio sindacale. «Eravamo immersi in una crisi di prezzo senza precedenti» spiegano dal Consorzio nel programma inviato ai soci in vista dell’assemblea, «per la rapidità del crollo (da 11 euro a quasi 7 euro al chilo), per la presenza di “fondamentali” che non giustificavano questo crollo (vendite positive). Si è quindi deciso di affrontare di petto la situazione con il varo del piano straordinario». Questo verte sì sul marketing aggressivo e sul programma della stagionatura lunga a 40 mesi, ma anche e soprattutto sul piano di riacquisto del formaggio avviato per sostenere i prezzi. Obiettivo raggiunto, a quanto sembra, con un effetto non ancora terminato. «L’emergenza sanitaria» riportano poi dal Consorzio riferendosi al Covid «ha generato grandi incertezze: per i nostri caseifici e per i riflessi sulla domanda. Ad oggi questa sfida è vinta. L’impatto sui caseifici è stato gestito. Una parte rilevante dei consumi alimentari da extra-domestici sono diventati domestici, e il Parmigiano Reggiano è stato premiato nelle scelte dirette dei consumatori rispetto ad altri prodotti sostitutivi. Questo è il valore di un brand forte». Inoltre «il mercato ad ottobre e novembre continua a dare conferme positive per la domanda, in Italia e all’estero». Vista poi di buon occhio in chiave dazi la vittoria di Joe Biden negli Stati Uniti, così come la riapertura di bar e ristoranti. Ma l’acceleratore è pigiato sul marketing: questo perché dal 2021 gli effetti della crisi economica post-Covid arriveranno su lavoratori e imprese italiane: «Come reagiranno i consumi?» si interrogano dal Consorzio, senza scordare «l’effetto Brexit e probabili nuovi dazi in Gran Bretagna, 4° mercato di esportazione». La pressione dell’offerta di formaggio è crescente e il Consorzio prevede di investire nel 2021 risorse record. Secondo il bilancio di previsione i ricavi del Consorzio dovrebbero raggiungere i 51 milioni di euro, con costi di funzionamento (personale, amministrazione etc.) per 14,5 milioni, risorse per bandi e nuovi progetti per 11 milioni e risorse per marketing e commerciale per ben 26 milioni di euro, voce cresciuta soprattutto per la promozione anche verso l’estero. —

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