Gazzetta di Reggio

Reggio

La politica 

La promessa di interventi dell’assessore Bonvicini «Presto miglioramenti»

Am.P.

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA.

«Otto anni fa, mentre tentavo di attraversare la strada con un passeggino doppio, sono stata salvata da un camion che ha inchiodato, altrimenti l’auto non si sarebbe fermata. Furiosa, dopo quell’episodio ottenni un incontro con l’assessore dell’epoca, Mirko Tutino. Ma eccoci ancora qui, senza che nulla sia cambiato». La rabbia ha prevalso nell’intervento di Antonietta Piepoli, una delle residenti di Cella che ieri ha brandito il microfono con uno sdegno strappando applausi. «Possibile che ci sia sempre bisogno di una tragedia per affrontare i problemi? Sulla via Emilia non solo mamme, bimbi e anziani sono in pericolo, non c’è nemmeno spazio per aspettare il bus: vada a farsi un giro, assessore, e veda se esiste una pensilina o un marciapiede. Qui i nostri figli li portiamo a scuola in macchina per pochi metri, perché a piedi è troppo rischioso. Il limite dei 50 non lo rispetta nessuno perché la via Emilia è ad alta percorrenza, è proprio la tipologia di strada ad indurre ad una velocità superiore. Abito qui da dieci anni e non ho visto il benché minimo cambiamento. Siamo sotto il Comune di Reggio, ma Cella è un altro pianeta, nessun servizio. Spero che ora qualcosa si muova».

Più pacato, a tratti commosso, l’intervento di un’altra residente aderente all’associazione Mattone su Mattone, Paola Danieli: «Se siamo genitori è un incubo pensare che i nostri figli possano morire nell’andare a scuola o nell’andare a trovare gli amici. Se siamo anziani, come me, possiamo solo sperare che l’automobilista di turno si fermi quando attraversiamo la strada. La terribile scomparsa di Youness ha risvegliato le coscienze e l’impegno di noi cittadini, mentre da parte dell’amministrazione qualche promessa è stata fatta. L’obiettivo è ottenere per Cella quello che è stato realizzato in altre frazioni».

Un primo passo verso l’unione delle forze tra i tre centri abitati che incombono sull’arteria si è incarnata nella persona di Nicola Ligabue, residente a Cadè.

«Noi di Cadè ci siamo e vogliamo dare il nostro contributo – ha affermato –. Per caso, poco prima dell’incidente mortale, abbiamo discusso con due architetti che seguono la nostra frazione: si è ribadita la necessità di installare un autovelox tra Cadè e Cella e la necessità di illuminare a dovere tutti gli attraversamenti pedonali e le piste ciclabili». —

Am.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google