Gazzetta di Reggio

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Iren 

«Per il 2021 sono aperti tanti dossier»

Luciano Salsi

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Per difendersi nel ricorso al Consiglio di Stato per l’impianto di biogas di Gavassa il Comune di Reggio incaricherà gli stessi professionisti che gli hanno permesso di vincere la causa di primo grado intentata presso il Tribunale amministrativo regionale di Parma. Lo ha deciso il dirigente del servizio legale Stefano Gandellini, al quale la giunta aveva affidato il compito di scegliere gli avvocati, dopo avere deliberato di resistere nel giudizio d’appello richiesto dal “Coordinamento provinciale comitati ambiente e salute”, che riunisce i cittadini contrari all’installazione. Dunque il Comune sarà ancora rappresentato, con mandato congiunto e disgiunto, dagli avvocati Franco Mastragostino e Maria Chiara Lista di Bologna, gli stessi che di fronte al Tar avevano difeso anche Correggio e San Martino in Rio. Questi Comuni, infatti, erano stati chiamati in causa per avere condiviso la scelta di Reggio Emilia di accordare a Iren il permesso di costruire l'impianto di recupero e trasformazione della Frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) nel territorio di Gavassa confinante con Correggio e San Martino in Rio.

Perciò fu decisa un’azione legale collegata, che continuerà allo stesso modo nel secondo grado di giudizio.

«Il conferimento dell’incarico ai medesimi legali incaricati in primo grado – sottolinea Gandellini – consente una continuità nella gestione della lite e della strategia difensiva, la quale è risultata sino ad oggi favorevole al Comune. Inoltre l’affidamento congiunto con gli altri due comuni consente un abbattimento dei costi pari a due terzi». L'onorario, cioè, sarà diviso fra i tre Comuni.

A quello di Reggio Mastragostino ha presentato un preventivo di 4.504,24 euro, incluse l’Iva e la ritenuta d'acconto. A tale cifra ammonta la spesa che Gandellini ha impegnato per la rappresentanza e la difesa del Comune di fronte al Consiglio di Stato.

La battaglia legale era stata intrapresa alla fine di febbraio dal Coordinamento dei comitati ambientali tramite lo studio Della Fontana di Modena. Il 25 marzo il Tar aveva sospeso la costruzione dell'impianto per il trattamento meccanico biologico della Forsu fino all'udienza, fissata per il 15 luglio. Sembrava, quindi, che il Tribunale fosse propenso a bocciarlo definitivamente. Invece le speranze alimentate da tale sospensione furono deluse dalla sentenza, resa nota all'inizio di settembre, che ha accolto le ragioni di Iren. Il tribunale amministrativo ha negato che il Tmb possa inquinare l'ambiente circostante, in particolare i prati da cui si ricava il foraggio per il parmigiano-reggiano, e non ha riconosciuto ai ricorrenti la piena rappresentanza delle parti sociali eventualmente danneggiate. Dopo avere superato il trauma e raccolto una parte del denaro necessario, alla fine d'ottobre i comitati hanno deciso di proseguire l'azione legale rivolgendosi al Consiglio di Stato. —



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