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Il Po lontano da quote preoccupanti e il corso dell’Enza non fa paura

A.V.
Il Po lontano da quote preoccupanti e il corso dell’Enza non fa paura

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Dopo la piena dell’Enza che ha caratterizzato lo scorso fine settimana, al momento la situazione dei corsi d’acqua nella bassa reggiana è piuttosto tranquilla. Nonostante la pioggia che continua a cadere incessante ora dopo ora, i nostri fiumi in questi giorni non stanno dando segnali di preoccupazione.

È infatti risaputo che ben più “pesante”, in termini di aumento di livello e portata, è la pioggia che cade a monte e non tanto nel corso mediano, in particolare del fiume Po. Basti pensare che al momento all’idrometro borettese ieri il livello del Po era assestato intorno a un metro e 60 centimetri sopra lo zero idrometrico, ben lontano da quote preoccupanti. Nei giorni scorsi, quando ha ricevuto le acque dell’Enza in piena (oltre a quella di altri tributari della sponda destra, mentre pressoché nullo è stato il contributo dei laghi alpini), il Po ha fatto registrare un aumento di un paio di metri che non ha provocato alcun tipo di sussulto, in quanto partiva da una quota addirittura inferiore allo zero.

Quella attuale è infatti per il Po una stagione particolare, caratterizzata da dati di portate e livelli negativi, paragonabili a quelli degli anni peggiori. Il motivo è chiaramente da ricondurre alle scarse precipitazioni che hanno caratterizzato questi mesi e che hanno messo in ginocchio anche il mondo dell’agricoltura. Anche per quanto riguarda l’Enza non ci sono particolari criticità da segnalare, in quanto ieri all’idrometro di Sorbolo la quota raggiunta era di 8 metri e 32 centimetri, ben lontana dalla soglia di guardia degli 11 metri alla quale si rende necessaria la chiusura del ponte che collega le province di Reggio Emilia e Parma.

L’innalzamento del torrente dello scorso fine settimana è stato dovuto alle abbondanti piogge che sono cadute un po’ su tutti i fronti, sia in montagna che nella bassa parmense. Se da un lato l’ingrossamento dell’Enza suscita sempre apprensione alla luce del disastro del 2017, quando venne allagata Lentigione, bisogna rilevare come questa volta – a differenza di allora – le casse di espansion abbiano lavorato in maniera efficace, contribuendo a far “sfogare” il torrente stesso. Sempre per restare in terra reggiana, non ci sono segnali allarmanti nemmeno per il Crostolo, che tra la città, Cadelbosco, Santa Vittoria e Guastalla non fa registrare particolari pericoli, con quote assolutamente nella norma.

Oggi non sembrano esservi le premesse per ulteriori incrementi importanti.

È vero che da queste parti la pioggia continuerà probabilmente a cadere, ma in montagna le precipitazioni saranno in prevalenza a carattere nevoso. Se saranno confermati i rialzi delle temperature, parte di questa neve potrà sciogliersi e arrivare a valle, ma questo aspetto non dovrebbe rappresentare un problema, a patto che allo scioglimento non si accompagnino anche copiose piogge. Quel che è certo è che sulla tenuta dei fiumi incide tantissimo il cambiamento climatico: si sono infatti modificate, negli anni, le precipitazioni (in particolare in estate, con sempre più temporali intensi e brevi intervallati a lunghi periodi di siccità) e il territorio non può non tenerne conto. —

A.V.

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