L’Anpi di Reggio ricorda l’impegno di Lidia Menapace
La partigiana e politica morta a 96 anni era stata protagonista di un convegno in città
L’INTERVENTO
L’Anpi reggiana si associa ai tanti attestati di stima e riconoscenza nei confronti di Lidia Menapace, che hanno ricordato il suo impegno di partigiana, pacifista e femminista e la sua militanza politica, prima nel mondo cattolico e poi in quello marxista. Lidia Menapace (morta lunedì a Bolzano, ndr) fu relatrice nel convegno organizzato dall’amministrazione provinciale nell’aprile 1965, in occasione del ventennale della Liberazione, dal titolo: “La donna reggiana nella Resistenza”.
Si trattò di un’iniziativa aperta dall’assessore provinciale Velia Vallini e conclusa dall’onorevole Marisa Cinciari Rodano, in cui la Menapace, allora docente dell’università Cattolica di Milano e assessore della Provincia autonoma di Bolzano, intervenne richiamando la necessità di recuperare documenti e acquisire testimonianze per permettere agli storici di interpretare correttamente gli eventi di quegli anni.
Sottolineò che “per le donne la ricostruzione sarà più difficile perché, in gran parte, è una storia nascosta sia per la clandestinità che per la naturale riservatezza del loro agire come si trattasse di aver fatto solo quello che si doveva fare, come era altrettanto doverosa la cura dei propri familiari”.
Si parlava di una storia di fatti realmente accaduti, con una partecipazione più o meno numerosa, il cui valore di ribellione alle ingiustizie era intrinseco a prescindere dalla loro incidenza numerica. Si trattava di scelte individuali, scoprendo poi che la stessa scelta era stata compiuta da tante altre donne con le quali nacque una comunità di intenti, una collaborazione e poi una organizzazione.
Tutto questo dava un profondo valore alle scelte personali superando barriere di età, ceto sociale e ideologia politica.
Questa fu la grande forza aggregatrice della Resistenza. Lidia Menapace concluse il suo intervento ricordando che “abbiamo voluto bene al nostro Paese, abbiamo creduto nella libertà in momenti difficili, abbiamo pensato alla vittoria quando sembrava un sogno velleitario”. —
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