Secchia e Tresinaro sotto controllo finché la neve non si scioglierà
Il livello medio dei fiumi è alto, ma ponti e ciclabili aperti Di nuovo transitabile anche la pista Gatta Pianello
casalgrande
Un poco di calma prima del possibile ritorno all’allerta. Negli ultimi due giorni la situazione del Secchia e del Tresinaro, due dei principali fiumi reggiani, è tornata sotto controllo, pur con livelli comunque più elevati rispetto alla media delle scorse stagioni.
Tutti i ponti e tutte le ciclovie sono stati riaperti, nessun sottopasso e nessun canale presenta particolari problemi né disagi per la circolazione. Nella giornata di ieri anche uno dei punti più delicati e fragili dell’alto corso del Secchia, la pista Gatta Pianello a Villa Minozzo, è tornata agibile, dopo l’ormai consueto periodo di sospensione del transito che caratterizza praticamente ogni allerta meteo del fiume. Il tracciato corre proprio a fianco del corso del Secchia e le zone cedevoli, in cui il fondo è stato letteralmente divorato dalle acque in varie occasioni, sono numerose. Con il ripristino della Gatta Pianello, anche i collegamenti degli abitanti di Ligonchio e della zona Ovest del villaminozzese verso il distretto ceramico sono tornati più agevoli.
L’attenzione è ancora piuttosto elevata, le precipitazioni di questi giorni – sia piovose che nevose – potrebbero portare a un nuovo poderoso rinforzo ai corsi d’acqua giù comunque con portate molto elevate. Finché la neve continua a cadere e le temperature rimangono rigide, il quadro rimane sotto controllo. Non appena le coltri bianche superficiali inizieranno a sciogliersi, con l’arrivo magari del bel tempo e di un poco di vento, il livello di allerta potrebbe virare di nuovo verso il rosso, con altre nottate di presidio della protezione civile sui ponti e sulle strade a rischio esondazione.
Nel distretto ceramico, la scorsa settimana, si sono registrate giornate molto complesse, soprattutto a Rubiera, nella zona di intersezione con il confine modenese lungo il tracciato del Secchia, e anche a Castellarano diversi accessi a camminamenti e percorsi per bici e pedoni erano stati interrotti. A Casalgrande, il nodo principale era il ponte sul torrente Tresinaro a San Donnino di Liguria, a fianco del territorio reggiano e della frazione di Corticella. Tutte queste aree sono stabili, il ponte di San Donnino era stato al centro di alcuni interventi di sistemazione proprio nelle settimane precedenti che hanno permesso di rafforzare gli argini e di reggere quando le acque si sono accumulate, arrivando vicine al limite di sicurezza e permettendo di chiudere senza doversi comunque preoccupare della stabilità del collegamento fra i due Comuni.
Nello scandianese, la massa liquida arrivata in abbondanza dalla montagna seguendo il corso del Tresinaro ha messo alla prova, con esiti positivi, il rinnovato ponte fra Jano e Cà de Caroli, dopo i vasti lavori della fine del 2019 allestiti proprio per rimediare alle fragilità emerse durante una piena del giugno 2019. Ora il ponte è di nuovo chiuso ma non per questioni di sicurezza: il cantiere prevedeva due stralci, in questa seconda parte si penserà più che altro ad allargare la carreggiata e garantire un passaggio senza rischi sul marciapiede a camminatori e ciclisti.
Si rimane quindi in piena vigilanza, consapevoli che lo scioglimento delle nevi o altri giorni di piogge battenti potrebbero di nuovo costringere addetti e volontari a riattivarsi all’interno dell’ormai rodatissima macchina della protezione civile, testata dalle numerose emergenze di questi anni di clima pazzo e intervenuta anche nei giorni passati nel modenese, per aiutare nei soccorsi alle popolazioni evacuate lungo il Panaro, fra Nonantola e Castelfranco Emilia. I punti a rischio sono decine, fra snodi dei fiumi, punti di grande portata con salti, curve in cui detriti fangosi e rami possono creare intasamento e alvei semplicemente incapaci di reggere quando l’acqua arriva in maniera massiccia e improvvisa, oltre le capacità fisiche delle strutture contenitive.
La fittissima rete di piste ciclopedonali scandianesi costruita attorno al Tresinaro, ad esempio, deve essere bloccata in vari punti perché la vicinanza delle acque è minima, e le possibilità di allagamento diventano alte. Discorsi simili per i tanti percorsi dell’area del Parco Secchia e delle casse di espansione fra Rubiera e Campogalliano.
Il maltempo, quantomeno, ha ridotto fortemente il numero di persone che sfidano la pioggia per andare comunque a camminare e a girare in bicicletta, e che potrebbero rimanere sorprese da qualche brusca piena diurna del fiume e del torrente che segnano il territorio. —
Adriano Arati
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