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CANOSSA 

La Casa del Tibet si offre per i colloqui di pace fra Saharawi e Marocco

M.G.

Dopo la rottura del cessate il fuoco nel Sahara Occidentale  la proposta di un incontro tra delegazioni a Votigno

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CANOSSA

L’espressione “andare a Canossa”, entrata nell’uso comune, nacque in riferimento all’umiliazione di Canossa. L’episodio storico è quello accaduto nel rigido inverno del 1077, quando l’imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, prima di essere ricevuto e perdonato dal papa Gregorio VII, con l’intercessione di Matilde di Canossa. Ora Canossa potrebbe tornare ad essere luogo di mediazione.

«La Casa del Tibet di Votigno (borgo medievale nei pressi di Canossa, ndr), visto il peggioramanto della sitauzione nel Saharawi, con la rottura del cessate al fuoco nella zona di El Guerguerat, ha offerto la propria disponibilità, come spazi e organizzazione, per mediare fra i rappresentanti del popolo Saharawi e i rappresentanti del Regno del Marocco», afferma Stefano Dallari, presidente della Casa del Tibet. «Negli anni scorsi, con regolarità delegazioni saharawi hanno visitato la Casa del Tibet, che ha ricambiato lo scambio culturale visitando, con una sua delegazione, il territorio saharawi, nel campo profughi di Tindouf dal 30 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018 per attivare progetti di solidarietà sanitaria, incontrando il ministro della Salute Mohamed Lamin Daddi».

Duranti i giorni di permanenza nel campo profughi Stefano Dallari, che è anche medico dentista, ha insegnato l’igiene orale ai bambini saharawi del campo. L’attivazione di un canale a favore della soluzione pacifica della controversia con il Regno del Marocco viene ribadita in questi giorni con la disponibilità ad ospitare a Votigno delegazioni dei due Paesi. Ecco il testo della proposta inviata all’Associazione Jaima Sahrawi, da anni attiva sul territorio reggiano: «I recenti drammatici avvenimenti nella zona di El Guerguerat, con l’apertura di ostilità fra il popolo Sahrawi e il Regno del Marocco indicano come sia urgente e indispensabile un intervento a favore della pace dell’Onu, dell’Europa, della Comunità internzione e di ogni persona interessata alla soluzione dei conflitti fra i popoli senza spargimento di sangue. Da anni la Casa del Tibet di Votigno di Canossa ha accolto le rappresentanze saharawi, ha ascoltato le loro istanze e si è messa a disposizione per ospitare colloqui di pace. Per questo oggi ribadiamo la nostra completa disponibilità ad ospitare a Votigno, località nota nel mondo per l’antica mediazione di riconciliazione di Matilde di Canossa fra Papato e Impero nel 1077, incontri fra i rappresentanti saharawi e rappresentanti del Regno del Marocco per trovare, nell’interesse delle due parti, una soluzione pacifica alle loro controversie». —

M.G.

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