Celebrata la meccatronica ma si teme il nodo liquidità
Il sindaco Luca Vecchi pone sul piatto gli investimenti pubblici a sostegno del sistema economico però Landi mette in guardia sul problema
REGGIO EMILIA
Il tradizionale incontro di fine anno di Unindustria Reggio Emilia, era intitolato “2021 – dalla reazione all’azione”. Un incontro che ha preso il via con la cerimonia di premiazione della quattordicesima edizione del Premio Italiano Meccatronica, organizzato da Unindustria Reggio Emilia, in collaborazione con il Club Meccatronica, Il Sole 24Ore-Nòva e il supporto di Community Group. Premio che è andato alla ditta bresciana Camozzi, specializzata nell’automazione industriale «e che ha la cultura dell’innovazione nel suo Dna» ha detto il presidente di Unindustria Fabio Storchi tributando l’alloro a Dario Ferrarini, dirigente dell’azienda alla quale verrà inviato l’Homo Faber, la scultura di Graziano Pompili che sarà donata dall’associazione reggiana. In “gara” c’erano anche le ditte Esa, Fluid-O-Tech, Pfm packaging e Siare. «Aziende che non sono più solo meccatroniche ma esempi della meccanica intelligente fatta anche di relazioni» ha sottolineato Alberto Rocchi, presidente del Club Meccatronica. Un ecosistema industriale di grande importanza a Reggio Emilia, dove il saldo tra aziende nate e morte «è positivo per 130 unità», ha detto durante la tavola rotonda Stefano Landi, presidente della Camera di Commercio, che però avverte: «I nostri imprenditori hanno allungato la prospettiva della ripresa. In effetti il 60% sposta la ripresa definitiva nel secondo semestre del 2021. Per il 50% ci sarà un problema poi di liquidità, con scenari difficili anche sull’occupazione».
A dover intervenire sono quindi le istituzioni nel loro complesso, come ricorda Romano Sassatelli, presidente della Fondazione Manodori: «È stato un anno tremendo, quasi un incubo. Non so quanto sia stato inatteso ma certamente siamo stati travolti. Oggi si insinuano in noi sensazione di dubbi e paura. Al primo lockdown si diceva che “ce la faremo”. Questa seconda ondata mi sembra permeata invece dell’individualismo. Anche in Fondazione però abbiamo imparato molto e continueremo aiutando la scolarità diffusa e cercando di facilitare il pagamento delle rette a studenti bisognosi». Per il sindaco Luca Vecchi, stiamo correndo una maratona: «C’è voglia di pensare al futuro ma serve una visione per quando ci sarà il rimbalzo». E mette in luce la sfida della sostenibilità, che «è centrale insieme alla trasformazione digitale». Gli investimenti non mancheranno: «Dal secondo blocco del Seminario all’accelerazione per creare il polo digitale universitario dentro il parco delle Officine Reggiane». Il cruccio poi sono le poche nascite e la società che invecchia, temi da «aggredire». Infine gli appalti, come i 200 milioni per la tangenziale nord: «La più grande opera pubblica dal dopoguerra». —
E.L.T.
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