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Covid, “avviso” dell’Ausl ai reggiani «A Natale il virus non sarà più buono»

Nicole Nasi
Covid, “avviso” dell’Ausl ai reggiani «A Natale il virus non sarà più buono»

La direttrice generale Marchesi invita a non abbassare la guardia: «Si rischia di allungare questa seconda ondata»

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REGGIO EMILIA

«A Natale il virus non sarà più buono, come molti tendono a pensare». Con queste parole Cristina Marchesi, direttore generale Ausl Reggio Emilia, ha voluto iniziare l’appello rivolto a tutti i cittadini per arginare un eventuale nuovo flusso di contagi da Coronavirus durante le feste.

«Vediamo il rischio di un allungamento di questa seconda ondata — ha ribadito — Non cambiano quindi le nostre raccomandazioni, anzi si fanno più severe in un periodo dove l’incontro con parenti e amici sarà inevitabile. Non rilassiamoci. Questo clima di festa ci rende euforici ma quest’anno è giusto mantenere la calma. Non siamo ancora di fronte a un azzeramento, né tanto meno a una situazione come quella dello scorso giugno. Distanze, mascherina e gel in ogni caso con tutti».



L’andamento dell’epidemia anche questa settimana si è tinto di un «cauto ottimismo», seguito sempre dal monito a non abbassare mai la guardia perché il virus sta ancora circolando. Da qualche giorno infatti i contagi quotidiani sono scesi sotto la soglia dei 200, la percentuale dei casi sintomatici dall’80% è passata al 50% — toccando in alcuni giorni il 31% —, le persone isolate e poste in quarantena da 13mila si sono ridotte a poco di 8mila e sono stati considerati quasi interamente recuperati i ritardi burocratici da parte dell’Ausl. A parlare compiutamente di numeri, anche questa settimana, è stato il direttore del presidio ospedaliero, Giorgio Mazzi: «A partire dal 4 dicembre gli accessi registrati al pronto soccorso sono stati in totale 1.951 con una media giornaliera di 279 persone (mercoledì e giovedì sono stati rispettivamente 325 e 315), dato alto ma non preoccupante. Il numero dei positivi è 196, circa 28 al giorno, ridotto in maniera consistente rispetto alle scorse settimane, quando si parlava di 52 persone risultate affette dal virus; la percentuale sul totale è a oggi un 10%, la metà del mese di novembre. Su 1.883 ricoveri, 558 sono stati per Covid, passando dal rapporto di 1 su 3 a quello di 1 su 4. Stabili le richieste ai medici di medicina generale per la somministrazione a tampone: 200 giornaliere».



Buone notizie giungono anche dai reparti Covid. Scende a 410 (su un totale complessivo in provincia di 1.512) il numero delle persone in degenza (-96) e nelle terapie intensive di Reggio Emilia e Guastalla sono occupati rispettivamente 17 posti su 28 e 6 su 10.

«Ci sono delle differenze rispetto alle due fasi, ecco il perché di questi dati — ha spiegato Mazzi —. Il numero dei ricoveri è inferiore oggi, poiché le persone risultano essere meno gravi. Nonostante ciò, il quadro clinico risulta essere più lento e quindi i tempi di una degenza media sono più lunghi. Il tasso di mortalità è tre volte inferiore, oggi. Minori i ricoveri in terapia intensiva, infatti durante la prima ondata grazie al lockdown totale vi è stato meno bisogno di trovare posti in risposta ad esempio ai traumi. Negli ultimi mesi hanno convissuto con la pandemia e quindi richiesto uno sforzo di equilibrio assai maggiore e differente».

Proprio riguardo a ciò, sono ritornati Covid-Free 20 letti a Reggio e 6 a Guastalla, che verranno incrementati oggi da ulteriori 18 posti in medicina interna nell’ospedale della Bassa, più altri 6 in terapia intensiva e 6 a Correggio nel reparto di riabilitazione respiratoria. Per quanto concerne i ricoveri, nelle altre strutture a oggi si registrano: 20 pazienti in Rems, 16 in hotel, 2 nella residenza temporanea per malati psichiatrici e 16 nella Cra Covid di Guastalla.



Rimane stabile l’attività ordinaria delle unità speciali Usca, nei prossimi giorni però verrà incrementata dai medici pediatrici volontari che si sono resi disponibili ad andare a visitare a domicilio i bambini, e non più solo i neonati, in isolamento sotto di loro e quelli il cui pediatra per motivi di salute non può occuparsene; inoltre potranno effettuare i tamponi antigenici negli ambulatori oppure nelle strutture e nei punti drive in dell’Ausl. Continuano i corsi di formazione su tutto il territorio anche online, con grande successo da parte del personale ospedaliero per essere preparati nel migliore dei modi alla gestione del Covid a 360 gradi. Sempre attivo è il servizio sms, incrementato dalla sorveglianza automatica e dalla chiusura automatica dei casi, con scuse da parte dell’azienda per i disguidi tecnici degli ultimi giorni. In proposito è stato ribadito dalla dottoressa Marchesi che dopo 21 dall’ultimo tampone, anche se risultato positivo, in assenza di sintomi da almeno una settimana non si è più contagiosi, quindi si può riprendere l’attività lavorativa e quotidiana senza paura di infettare gli altri. —





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