Covid, “avviso” dell’Ausl ai reggiani «A Natale il virus non sarà più buono»
La direttrice generale Marchesi invita a non abbassare la guardia: «Si rischia di allungare questa seconda ondata»
REGGIO EMILIA
«A Natale il virus non sarà più buono, come molti tendono a pensare». Con queste parole Cristina Marchesi, direttore generale Ausl Reggio Emilia, ha voluto iniziare l’appello rivolto a tutti i cittadini per arginare un eventuale nuovo flusso di contagi da Coronavirus durante le feste.
«Vediamo il rischio di un allungamento di questa seconda ondata — ha ribadito — Non cambiano quindi le nostre raccomandazioni, anzi si fanno più severe in un periodo dove l’incontro con parenti e amici sarà inevitabile. Non rilassiamoci. Questo clima di festa ci rende euforici ma quest’anno è giusto mantenere la calma. Non siamo ancora di fronte a un azzeramento, né tanto meno a una situazione come quella dello scorso giugno. Distanze, mascherina e gel in ogni caso con tutti».
L’andamento dell’epidemia anche questa settimana si è tinto di un «cauto ottimismo», seguito sempre dal monito a non abbassare mai la guardia perché il virus sta ancora circolando. Da qualche giorno infatti i contagi quotidiani sono scesi sotto la soglia dei 200, la percentuale dei casi sintomatici dall’80% è passata al 50% — toccando in alcuni giorni il 31% —, le persone isolate e poste in quarantena da 13mila si sono ridotte a poco di 8mila e sono stati considerati quasi interamente recuperati i ritardi burocratici da parte dell’Ausl. A parlare compiutamente di numeri, anche questa settimana, è stato il direttore del presidio ospedaliero, Giorgio Mazzi: «A partire dal 4 dicembre gli accessi registrati al pronto soccorso sono stati in totale 1.951 con una media giornaliera di 279 persone (mercoledì e giovedì sono stati rispettivamente 325 e 315), dato alto ma non preoccupante. Il numero dei positivi è 196, circa 28 al giorno, ridotto in maniera consistente rispetto alle scorse settimane, quando si parlava di 52 persone risultate affette dal virus; la percentuale sul totale è a oggi un 10%, la metà del mese di novembre. Su 1.883 ricoveri, 558 sono stati per Covid, passando dal rapporto di 1 su 3 a quello di 1 su 4. Stabili le richieste ai medici di medicina generale per la somministrazione a tampone: 200 giornaliere».
Buone notizie giungono anche dai reparti Covid. Scende a 410 (su un totale complessivo in provincia di 1.512) il numero delle persone in degenza (-96) e nelle terapie intensive di Reggio Emilia e Guastalla sono occupati rispettivamente 17 posti su 28 e 6 su 10.
«Ci sono delle differenze rispetto alle due fasi, ecco il perché di questi dati — ha spiegato Mazzi —. Il numero dei ricoveri è inferiore oggi, poiché le persone risultano essere meno gravi. Nonostante ciò, il quadro clinico risulta essere più lento e quindi i tempi di una degenza media sono più lunghi. Il tasso di mortalità è tre volte inferiore, oggi. Minori i ricoveri in terapia intensiva, infatti durante la prima ondata grazie al lockdown totale vi è stato meno bisogno di trovare posti in risposta ad esempio ai traumi. Negli ultimi mesi hanno convissuto con la pandemia e quindi richiesto uno sforzo di equilibrio assai maggiore e differente».
Proprio riguardo a ciò, sono ritornati Covid-Free 20 letti a Reggio e 6 a Guastalla, che verranno incrementati oggi da ulteriori 18 posti in medicina interna nell’ospedale della Bassa, più altri 6 in terapia intensiva e 6 a Correggio nel reparto di riabilitazione respiratoria. Per quanto concerne i ricoveri, nelle altre strutture a oggi si registrano: 20 pazienti in Rems, 16 in hotel, 2 nella residenza temporanea per malati psichiatrici e 16 nella Cra Covid di Guastalla.
Rimane stabile l’attività ordinaria delle unità speciali Usca, nei prossimi giorni però verrà incrementata dai medici pediatrici volontari che si sono resi disponibili ad andare a visitare a domicilio i bambini, e non più solo i neonati, in isolamento sotto di loro e quelli il cui pediatra per motivi di salute non può occuparsene; inoltre potranno effettuare i tamponi antigenici negli ambulatori oppure nelle strutture e nei punti drive in dell’Ausl. Continuano i corsi di formazione su tutto il territorio anche online, con grande successo da parte del personale ospedaliero per essere preparati nel migliore dei modi alla gestione del Covid a 360 gradi. Sempre attivo è il servizio sms, incrementato dalla sorveglianza automatica e dalla chiusura automatica dei casi, con scuse da parte dell’azienda per i disguidi tecnici degli ultimi giorni. In proposito è stato ribadito dalla dottoressa Marchesi che dopo 21 dall’ultimo tampone, anche se risultato positivo, in assenza di sintomi da almeno una settimana non si è più contagiosi, quindi si può riprendere l’attività lavorativa e quotidiana senza paura di infettare gli altri. —
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