«Il tuo parente è nei guai» Così truffavano gli anziani Presi due della banda
Agivano nel Reggiano, nel Modenese e nel Mantovano. Secondo polizia e carabinieri, si sono resi responsabili di almeno una decina di colpi
correggio
Si fingevano avvocati o carabinieri per raggirare gli anziani e, una volta carpita la loro fiducia, portavano via somme di denaro o oggetti preziosi.
Giovedì mattina all’alba, al termine di una complessa indagine sulle truffe seriali agli anziani, coordinata dalla procura della Repubblica di Mantova, gli uomini della Squadra Mobile e del Nucleo operativo radiomobile dell’Arma dei carabinieri di Mantova hanno dato esecuzione all’ordinanza con cui il gip dispone il carcere per P.D.M, 51 anni, e l’obbligo di dimora a Carpi di A.C., 40enne, entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio.
L’accusa è quella di aver commesso, tra il 16 ottobre 2019 ed il 7 agosto 2020, a Mantova e in altri territori vicini – in particolare il Reggiano e il Modenese – due truffe e otto tentate truffe pluriaggravate contro anziani.
I due, in alcune occasioni, hanno agito con altri complici ancora da individuare. I truffatori, infatti, approfittando dell’avanzata età delle vittime le convincevano, tramite la telefonata da parte di un complice, di dover versare contanti o consegnare monili preziosi a uno dei due interlocutori che si presentava nelle loro abitazioni, causando alle vittime ingenti danni economici e psicologici.
I due pregiudicati oltre ad aver truffato una rilevante somma di denaro e di oggetti preziosi, in uno degli episodi avvenuti nel luglio scorso a Mantova, sono riusciti a farsi consegnare dalla vittima un lingotto d’oro di 100 grammi, quattro monete dello stesso metallo prezioso e un orologio di una prestigiosissima marca svizzera. I due pregiudicati sono stati incastrati dalle indagini, avviate dopo le prime denunce in Questura, tramite l’accurata analisi di decine di tabulati telefonici per ogni episodio, con cui è stata ricostruita la rete che aveva base nella città di Napoli, secondo un consolidato modus operandi.
Il cosiddetto “telefonista”, consultando gli elenchi telefonici pubblici, contattava la potenziale vittima, raccontandole di un incidente o un problema con la giustizia nel quale un suo parente stretto sarebbe rimasto coinvolto, che si sarebbe risolto solo con la consegna di una cospicua somma di denaro a un sedicente avvocato che di lì a poco avrebbe suonato alla porta.
Costui, a seconda dei casi, era appunto uno dei due truffatori che si trovava già nei paraggi dell’obiettivo prescelto e che veniva avvertito da un altro complice, mentre il “telefonista” rimaneva a parlare con la vittima per non consentirle di comprendere il raggiro o contattare il familiare in stato fermo presso una vicina caserma dei carabinieri. A quel punto il truffatore si recava a farsi consegnare dal malcapitato il denaro contante ed i preziosi presenti in casa, per poi dileguarsi rapidamente.
La professionalità nel commettere il reato e l’ampio raggio d’azione sul territorio nazionale, dimostrata dai due pluripregiudicati, porta a stimare come attendibile un giro d’affari illecito di svariate decine di migliaia di euro al mese, e ulteriori indagini sono tuttora in corso da parte della procura di Mantova, dalla Squadra Mobile della polizia e dal Reparto operativo dei carabinieri di Mantova, per chiarire ulteriormente chi fossero le altre persone coinvolte.
Resta anche da accertare l’effettivo numero di truffe compiute e il raggio d’azione della banda. —
s.a.
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