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canossa, Ai domiciliari per furto 

«Non ho rubato nulla Ho chiesto il permesso di prendere il ferro»

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canossa

«Non ho rubato nulla. Prima di prendere i rottami di ferro accatastati nel piazzale della ditta, ho chiesto il permesso a una persona che stava lavorando, e lui me lo ha dato». Si è difeso così, ieri mattina durante l’interrogatorio di garanzia in tribunale a Reggio Emilia, Giulio Husovic, 46 anni, residente a Sant’Ilario, difeso dall’avvocato Antonio Drogo di Reggio, raggiunto da un provvedimento di arresti domiciliari due giorni fa per un furto di ferro – secondo l’accusa – da 20.000 compiuto il 7 novembre dell’anno scorso. Una versione dei fatti che non ha convinto del tutto il gip Dario De Luca, che si è riservato di decidere sulla richiesta del difensore di revoca del provvedimento, in attesa di conoscere il parere del pm, non presente ieri in aula. «Il provvedimento restrittivo – spiega Drogo – è scattato perché il mio cliente è sospettato di aver commesso un secondo furto (questa volta di rame, ndr) il 15 agosto scorso, sempre a Canossa, ma per il quale mancano elementi a sostegno». Prove che invece, secondo i carabinieri di San Polo che hanno svolto le indagini in entrambi i furti, sarebbero evidente nel caso di un anno fa. Sarebbero state le immagini colte delle telecamere di sorveglianza a dare la svolta alle indagini. Una volta inviato il materiale ai Ris di Parma, gli accertamenti tecnici sui filmati avrebbero portato al riconoscimento del viso del 46enne.

Inoltre, Husovic ha spiegato anche perché le prime immagini della videosorveglianza avrebbero ripreso la targa del furgone coperta: «Un fatto accidentale – ha detto ieri – appena me ne sono accorto ho ripulito la parte posteriore». —

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